Giovanni Sartori, l'architetto dietro il miracolo sportivo del Bologna, ha recentemente aperto le porte dei segreti societari in un'intervista esclusiva concessa a La Gazzetta dello Sport. Il direttore tecnico ha rivelato come l'approdo di Domenico Tedesco sulla panchina rossoblù non sia frutto di una scelta improvvisata, bensì il coronamento di un corteggiamento iniziato ben due anni fa. Già prima dell'era Italiano, il profilo del tecnico italo-tedesco era finito sotto la lente d'ingrandimento della dirigenza emiliana, che aveva mantenuto contatti costanti con lui per scambiare opinioni tecniche e visioni tattiche sui calciatori. Questo legame duraturo ha permesso alla società di agire con estrema rapidità e sicurezza nel momento in cui si è resa necessaria una nuova guida tecnica per proseguire il percorso di crescita.
Descrivendo le qualità che hanno convinto il club a puntare su Tedesco, Sartori ha messo l'accento sulla modernità e sulla flessibilità del suo approccio calcistico. Il nuovo allenatore è stato definito come un professionista propositivo e lontano da ogni forma di integralismo tattico, capace di adattare i propri moduli alle esigenze della partita, passando con disinvoltura dalla difesa a quattro a quella a cinque. Oltre alle doti sul campo, pesano enormemente il suo curriculum internazionale e la sua straordinaria capacità comunicativa: Tedesco vanta infatti esperienze di alto livello come commissario tecnico del Belgio e ha già trionfato in diversi campionati europei portando a casa due trofei. La sua padronanza di ben cinque lingue diverse lo rende il profilo ideale per gestire uno spogliatoio multiculturale e per rappresentare il Bologna nelle competizioni continentali.
Un altro tema centrale affrontato dal dirigente riguarda la trasformazione radicale della percezione del Bologna nel panorama calcistico europeo. Secondo Sartori, la società ha ormai raggiunto uno status di prestigio che la rende una meta estremamente gradita per i calciatori di talento, i quali non vedono più l'approdo in Emilia come un semplice passaggio intermedio, ma come un punto d'arrivo ambizioso. Questo cambiamento è supportato da una proprietà solida e lungimirante, oltre che da una tifoseria calorosa che garantisce un sostegno costante alla squadra. Il direttore tecnico ha sottolineato con orgoglio come i riscontri ricevuti dagli addetti ai lavori siano estremamente positivi, confermando che oggi il Bologna viene percepito come un club serio, organizzato e tecnicamente valido, capace di competere a livelli elevati.
La scelta di un profilo internazionale come quello di Tedesco risponde alla chiara volontà della dirigenza di consolidare il posizionamento del club in Europa. Sartori ha notato con soddisfazione come l'entusiasmo della piazza sia palpabile, con i tifosi che hanno accolto con grande favore l'arrivo di un tecnico di tale caratura. L'obiettivo dichiarato è quello di non disperdere il patrimonio tecnico e l'entusiasmo accumulati nelle ultime stagioni, continuando a investire su una rosa che già oggi viene considerata di ottimo livello. Con una base tecnica solida e una guida esperta dei palcoscenici esteri, il Bologna si prepara ad affrontare le prossime sfide con la consapevolezza di chi sa di aver costruito un progetto duraturo e rispettato, pronto a dare battaglia sia in campionato che oltre i confini nazionali.