Matt Rizzetta, manager italo-americano a capo di Underdog Global Partners, ha rotto il silenzio riguardo alle voci che lo vorrebbero prossimo proprietario della SSC Napoli. Durante un recente intervento nel podcast di Bloomberg, denominato "Il business del calcio", Rizzetta ha delineato una visione ambiziosa che mira a trasformare il capoluogo campano in un polo sportivo d'eccellenza mondiale. L'imprenditore ha confermato ufficialmente di aver presentato, insieme a un gruppo di investitori statunitensi, un'offerta monstre da 2,2 miliardi di euro per rilevare il club azzurro. Nonostante il secco rifiuto iniziale di Aurelio De Laurentiis, Rizzetta non sembra intenzionato a fare un passo indietro, sottolineando come la città di Napoli stia vivendo un momento di espansione internazionale senza precedenti, grazie anche a eventi di rilievo come l'America's Cup e le discussioni per un possibile approdo della Formula 1.
Dietro la scalata di Rizzetta si muove un pool di investitori di altissimo profilo, tra cui spicca il fondo Ariel Investments, pronto a sostenere l'operazione finanziaria. Recentemente, figure chiave come Jason Wright, ex giocatore di football americano e attuale responsabile degli investimenti di Ariel, e Rebecca Curran Elkins sono stati avvistati in città per valutare da vicino le potenzialità del territorio partenopeo. L'obiettivo dichiarato non è solo l'acquisizione della squadra di calcio, ma la creazione di una piattaforma multisport integrata che unisca il Napoli Basket, già di proprietà di Rizzetta, al club calcistico. Questo modello, molto diffuso negli Stati Uniti, punta a sfruttare il marchio Napoli come un brand globale da esportare ovunque, valorizzando la vicinanza strategica con mete turistiche d'élite come la Costiera Amalfitana e l'immenso patrimonio storico legato alla figura leggendaria di Diego Armando Maradona.
Dal canto suo, Aurelio De Laurentiis ha ribadito più volte la sua volontà di non cedere la società, almeno non alle condizioni attuali o a soggetti che non garantiscano una continuità affettiva e gestionale. Al termine dell'ultimo campionato, durante una conferenza stampa tenutasi dopo la sfida contro l'Udinese al fianco del tecnico Antonio Conte, il patron azzurro è stato categorico sulla questione. De Laurentiis ha chiesto retoricamente se dovesse andare in pensione, sottolineando che il problema non riguarda esclusivamente l'aspetto economico o la quantità di denaro offerta, ma la necessità di capire se un eventuale successore sia in grado di gestire questa impresa con il cuore. Per il produttore cinematografico, il Napoli rappresenta un patrimonio di famiglia che non può essere ceduto semplicemente al miglior offerente, specialmente in un momento in cui il club gode di una solidità finanziaria invidiabile e di una competitività sportiva consolidata ai vertici della Serie A.
Nonostante la chiusura pubblica di De Laurentiis, il dialogo tra le parti prosegue sottotraccia da circa sei mesi e Rizzetta trae forza dai successi ottenuti con il Napoli Basket, un progetto che ha superato ogni aspettativa nel suo secondo anno di gestione. L'imprenditore sta portando avanti la costruzione di un'arena all'avanguardia, destinata a diventare uno dei palazzetti più importanti d'Europa, e ha avviato discussioni con l'NBA per far diventare la squadra partenopea una franchigia d'espansione per il progetto NBA Europe. Questa solidità nel settore cestistico viene vista come il biglietto da visita ideale per convincere l'ambiente napoletano della serietà del progetto Underdog. La sfida rimane quella di far convergere queste ambizioni con la visione di De Laurentiis, in un braccio di ferro che promette di infiammare i prossimi mesi della politica sportiva cittadina, mentre la squadra sul campo cerca di consolidare il proprio primato sotto la guida tecnica di Conte.