Jakub Jankto torna a parlare di Eusebio Di Francesco e non usa filtri. L'ex mediano della Sampdoria ha condiviso sui social network un racconto dettagliato della loro esperienza insieme, rispondendo a un follower che gli chiedeva come fosse stato lavorare con il noto allenatore. Le parole del giocatore ceco non lasciano spazio a interpretazioni: un giudizio severo su metodologie e atteggiamento dell'ex tecnico giallorosso.

Secondo Jankto, l'arrivo di Di Francesco a Genova avrebbe coinciso con un momento di grande fiducia da parte dell'allenatore. La vittoria casalinga della Roma contro il Barcellona in semifinale di Champions League (3-0) avrebbe alimentato, a dire del centrocampista, una sorta di superbia professionale. I primi giorni d'allenamento avrebbero registrato risultati incoraggianti, ma il ritiro avrebbe segnato un punto di svolta negativo.

A testimonianza di questo cambio di clima, Jankto ricorda un episodio specifico durante una sessione di lavoro. Un membro dello staff tecnico, nello specifico un addetto al materiale, avrebbe chiesto aiuto al mister. La risposta sarebbe stata umiliante: invece di fornire supporto, Di Francesco avrebbe apostrofato in modo sprezzante il dipendente, ordinandogli perentoriamente di svolgere i propri compiti e di restare zitto. Un comportamento che, secondo il racconto dell'ex giocatore, avrebbe rappresentato il segnale di una gestione spigolosa e dispotica.

Il deterioramento della situazione si sarebbe accelerato con i risultati negativi sul campo. Dopo appena sette giornate di campionato, con una vittoria e tre sconfitte, Di Francesco avrebbe convocato una riunione con lo spogliatoio per esprimere il proprio disappunto. In quell'occasione avrebbe criticato duramente i calciatori, accusandoli di scarso rendimento e rimproverandoli per non aver portato la squadra in competizioni europee. Sempre secondo Jankto, questo atteggiamento avrebbe mantenuto i toni sprezzanti che caratterizzavano il clima generale.

Chiudendo il proprio intervento, il centrocampista ha lanciato una frecciata finale: ribadisce che quando un professionista è vincolato da un contratto deve rispettare i propri impegni, ma sottolinea che una volta libero da obblighi contrattuali è legittimo esprimere apertamente il proprio pensiero. Dunque consiglia a Di Francesco di comportarsi da allora in avanti con maggiore umiltà, usando termini espliciti nel concludere il messaggio.