Quella che doveva essere un'altra stagione dominante per il Manchester City si sta rivelando inaspettatamente complicata. La compagine allenata da Pep Guardiola ha dimostrato dei lampi di brillantezza - basti pensare alla serie di otto vittorie consecutive tra novembre e dicembre, seguita da sei vittorie di fila a febbraio - ma ha perso quella caratteristica costanza che l'aveva resa quasi inarrestabile nelle stagioni precedenti.
Dopo il pareggio deludente con il West Ham, lo stesso Guardiola ha apparso quasi smarrito, ammettendo come "in passato trovavamo sempre il modo di vincere queste partite". Il tecnico catalano ha sottolineato il paradosso: nonostante le occasioni create, la squadra non riesce a trasformarle in tre punti. Un problema che appare quasi inspiegabile per una squadra del livello del City, ma che emerge chiaramente dagli ultimi numeri: 24 tiri contro una sola rete con il West Ham, e ancora 24 tiri nel pareggio 2-2 con il Nottingham Forest.
Ciò che rende ancora più preoccupante la situazione è la questione della gestione delle partite. Se le gare terminassero all'intervallo, il City avrebbe accumulato 68 punti; nei secondi tempi, invece, raccoglie soltanto 42 punti. Questa drastica differenza racconta di una squadra che perde lucidità nella ripresa, come dimostrato dalle rimonte subite contro il Tottenham (pareggio 2-2 dopo il vantaggio di due gol) e dalle fortune opposte nel battere Leeds e Fulham. Persino la prestazione europea contro il Real Madrid in Champions League ha rivelato una pericolosa disorganizzazione in mezzo al campo.
Nelle ultime sei settimane, il Manchester City ha affrontato le quattro squadre attualmente in lotta contro la retrocessione, vincendo solamente contro il Leeds. Contro Forest e West Ham, il copione si è ripetuto: possesso palla dominante, occasioni costruite, ma incapacità di concretizzare. Addirittura il gol segnato al West Ham è quasi certamente nato da una conclusione sbagliata di Bernardo Silva, come testimoniato dallo sguardo incerto verso Erling Haaland e dal conseguente cenno di sorpresa verso la panchina.
Mentre il City prosegue la sua stagione caratterizzata da questi alti e bassi, l'Arsenal continua il suo lavoro di rimonta con una costanza che finora il City non riesce a ritrovare. Guardiola parla di "ingiustizia" e di una sorta di maledizione, ma il vero problema sembra essere proprio la mancanza di quella mentalità vincente e quella solidità che avevano contraddistinto le squadre City del passato.



















