In una confessione che ha dell'incredibile, Mirwan Suwarso ha spiegato a Rivista 11 come è nata l'avventura comasca. Prima della pandemia, l'investitore indonesiano aveva acquisito la società lariana con un progetto completamente diverso da quello che è diventato oggi: trasformarla in uno studio televisivo per produrre contenuti sul calcio italiano destinati al mercato asiatico. Un'operazione principalmente mediatica, gestita da remoto dall'Indonesia, senza alcuna ambizione sportiva particolare.
Tutto è cambiato quando il progetto si è rivelato più complesso e costoso del previsto, soprattutto una volta in Serie B. A quel punto, Suwarso ha deciso di rimettersi in gioco personalmente, trasferendosi a Londra nel 2023 dove la società ha una sede operativa. Da allora, il presidente fa la spola tra Inghilterra e Italia per gestire il Como con logica imprenditoriale vera e propria, trasformando il club in un'operazione commerciale redditizia secondo un piano quinquennale ben strutturato.
Ciò che emerge dalle dichiarazioni è un approccio singolare al calcio: Suwarso ammette serenamente di vivere le vittorie con assoluta indifferenza, considerando ogni partita come un elemento identico in una strategia più grande. Per lui, una gara vale l'altra. Questo mindset spiega anche la scelta di affidare la panchina a Cesc Fàbregas, non per il suo status di ex campione, ma per la sua metodologia: lo spagnolo ragiona il calcio come una struttura aziendale, costruendo sistemi e processi rigorosi, perfettamente in linea con il DNA organizzativo che la proprietà intendeva imprimere al club.
Suwarso sottolinea come i risultati stiano confermando l'efficacia di questo modello ibrido, dove la gestione sportiva segue gli stessi principi della gestione d'impresa. Nonostante Como sia una città di piccole dimensioni dove tutto è stato creato da zero, il club ha bruciato le tappe verso la Serie A grazie a questa visione anomala del calcio: non come passione, ma come business.















