Il Chelsea incassa una pesante sanzione dalla Premier League per una serie di violazioni regolamentari risalenti al periodo della gestione Roman Abramovich. La federazione inglese ha inflitto al club una multa complessiva di 10.75 milioni di sterline e un divieto temporaneo di operazioni sul mercato, anche se quest'ultimo rimane sospeso per due anni. L'indagine ha coperto un arco temporale che va dal 2011 al 2018, durante il quale il club avrebbe operato in violazione delle normative sulla trasparenza finanziaria e sui diritti di terzi.
Secondo quanto stabilito dalla Premier League, i Blues hanno ammesso di aver ricevuto pagamenti non dichiarati da soggetti terzi collegati alla società, destinati direttamente ai calciatori, ad agenti non registrati e ad altre parti interessate. Questi trasferimenti di denaro non erano stati comunicati alle autorità competenti al momento della loro effettuazione e avrebbero dovuto essere considerati come operazioni ufficiali del club stesso. La mancata comunicazione costituirebbe una violazione dei principi di buona fede nei confronti della federazione.
Tra i trasferimenti finiti sotto la lente d'ingrandimento figurano operazioni di altissimo profilo che avevano già attirato l'attenzione dei media internazionali: quella di Eden Hazard, Willian e Samuel Eto'o. Le accuse mosse al Chelsea includevano anche la violazione di regole specifiche che vietano ai club di stipulare accordi che permettano a soggetti esterni di esercitare un'influenza materiale sulle politiche della società. La commissione indipendente che ha gestito il procedimento disponeva della facoltà di applicare sanzioni anche dal punto di vista sportivo, inclusa una penalizzazione in classifica: tuttavia, il club è riuscito ad evitare questo esito.
Il Chelsea ha sottolineato di aver affrontato il procedimento con la massima serietà, garantendo piena cooperazione agli organi di controllo. Il club ha inoltre evidenziato come la Premier League abbia pubblicamente riconosciuto la sua "cooperazione eccezionale" e come, senza l'autodenuncia volontaria del Chelsea, molte di queste violazioni sarebbero rimaste nascoste. Questo atteggiamento collaborativo ha probabilmente influito sulla decisione di non applicare una penalizzazione in classifica, diversamente da quanto poteva temere l'ambiente stampa.
L'esito ricorda il precedente accordo raggiunto con l'UEFA nel 2023 per incomplete comunicazioni finanziarie, situazione che era stata chiusa con una multa di 10 milioni di euro. La sanzione della Premier League rappresenta comunque un momento significativo per il Chelsea, che nei mesi scorsi ha subito anche altri provvedimenti disciplinari legati al mercato. Il divieto di nove mesi sulle operazioni nel settore giovanile entrerà in vigore immediatamente, mentre il blocco sul mercato per la prima squadra rimarrà in sospeso a meno che il club non commetta ulteriori violazioni nei prossimi ventiquattro mesi.



