Una sconfitta casalinga contro il Newcastle complica i piani del Chelsea in ottica qualificazione alle coppe europee. Ma a fare maggior rumore non è tanto il risultato sportivo quanto gli atteggiamenti della squadra nelle fasi che hanno preceduto il fischio d'inizio.
Prima della partita, i giocatori blu si sono infatti riuniti in uno strano cerchio attorno all'arbitro Paul Tierney, creando una scena che ha lasciato più di qualche osservatore perplesso. Cole Palmer aveva il braccio intorno al direttore di gara, Enzo Fernandez ridacchiava, Marc Cucurella sembrava confuso. Una dinamica che ricordava più il gioco dei bambini in cortile che il professionismo di atleti di livello mondiale.
Ciò che sorprende ancora di più è la reazione del manager Liam Rosenior, che non solo ha tollerato il comportamento dai bordi del campo, ma lo ha anche difeso nel post-partita. Secondo il tecnico, i suoi uomini avrebbero semplicemente voluto "rispettare il pallone". Una spiegazione che ha sollevato più sopracciglia di quante ne abbia convinte, considerando le immagini e i commenti di osservatori come Gary Neville, che ha definito la cosa senza mezzi termini "assurda".
Qui nasce il vero problema: nessun dirigente Chelsea ha assunto responsabilità per l'accaduto, il che suggerisce che l'accademia londinese conosce bene il grado di imbarazzo dell'episodio. Un allenatore che si rispetti dovrebbe essere consapevole che la squadra rispecchia la sua leadership. Se Rosenior ritiene veramente che i suoi giocatori fossero concentrati su un pallone di cuoio, allora necessita di una seria riflessione su cosa significhi davvero gestire professionisti.
L'ironia della situazione è che questo comportamento, denominato "gimmick infantile" da più parti, non ha portato alcun beneficio tattico. Chelsea ha perso. Quando Antony Gordon ha segnato il gol vittoria, tutto il presunto "rispetto per il pallone" si è dissolto come neve al sole. Per un allenatore che ricerca continuamente "margini di guadagno" come Rosenior, tollerare simili episodi rappresenta non tanto innovazione quanto una grave perdita di credibilità e controllo.













