Cristian Chivu ha concluso la sua prima annata alla guida della prima squadra dell'Inter con un bilancio estremamente positivo, arricchito dalla conquista dello scudetto e della Coppa Italia. Nonostante il successo finale, il tecnico rumeno non ha nascosto le difficoltà incontrate lungo il cammino, sottolineando come la pressione in un club di tale prestigio sia costante e logorante. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex difensore nerazzurro ha ripercorso i momenti salienti di una stagione che lo ha visto passare dal timore di un allontanamento prematuro alla gloria del double nazionale. La sua gestione ha dimostrato una maturità tattica notevole, capace di valorizzare un organico già competitivo e di mantenere alta la concentrazione anche nei momenti di massima tensione agonistica.

Uno dei passaggi più toccanti dell'intervista riguarda i periodi di crisi vissuti durante il campionato, in particolare dopo i passi falsi contro Udinese e Juventus. Chivu ha ammesso candidamente di aver temuto per la propria panchina in quelle circostanze: «Qualche pensiero mi era venuto, specialmente dopo quelle sconfitte; ho temuto che il progetto potesse interrompersi bruscamente». Tuttavia, l'allenatore ha evidenziato come la società abbia reagito con estrema compattezza, offrendogli un sostegno che si è rivelato fondamentale per invertire la rotta. Sentire la vicinanza della dirigenza ha permesso allo staff tecnico di lavorare con maggiore serenità, trasformando i dubbi in una spinta motivazionale che ha poi condotto la squadra verso una striscia di risultati decisivi per la vittoria del titolo.

Nonostante i trionfi entro i confini nazionali, resta una punta di amarezza per il percorso in ambito europeo, segnato dall'eliminazione in Champions League per mano del Bodo Glimt. Chivu ha analizzato con onestà quella doppia sfida, ammettendo che il gruppo avrebbe dovuto gestire meglio i dettagli che hanno determinato il risultato finale. «Abbiamo studiato a fondo quegli errori con i miei collaboratori, fa tutto parte di un processo di crescita necessario per competere a certi livelli», ha dichiarato il tecnico, proiettandosi già verso le sfide future. La consapevolezza è che ripetersi sarà ancora più difficile, poiché le avversarie avranno motivazioni raddoppiate per battere i campioni in carica, richiedendo all'Inter una fame di vittorie ancora superiore a quella mostrata finora.

Sul fronte del mercato e della gestione della rosa, Chivu ha toccato temi caldi come il futuro di alcuni elementi chiave e la filosofia contrattuale del club. Riguardo a Denzel Dumfries, le sue parole hanno lasciato intendere che la società non abbia potuto opporsi a determinate dinamiche di trasferimento, mentre per Alessandro Bastoni ha speso parole di assoluta stima, definendolo un campione fondamentale per l'identità nerazzurra. Il tecnico ha poi riflettuto con ironia sulla precarietà del suo mestiere: «Ho capito perché ai calciatori si offrono cinque anni di contratto e agli allenatori solo due; siamo sempre i primi a pagare quando i risultati non arrivano». Infine, la menzione di giovani talenti come Palestra conferma la volontà dell'Inter di continuare a investire su un mix di esperienza e gioventù per garantire la longevità di un ciclo vincente che dura ormai da oltre un lustro.