Nel corso della trasmissione Sky Calcio Club, Paolo Di Canio ha utilizzato parole molto pesanti nei confronti di Rafael Leao dopo il match tra Lazio e Milan. L'ex attaccante ha analizzato il comportamento del portoghese durante la gara dell'Olimpico, ritenendolo emblematico dei problemi che affliggono i rossoneri in questa stagione complicata.
Di Canio ha evidenziato come Leao abbia mantenuto un atteggiamento passivo per larghi tratti della partita, limitandosi fondamentalmente a rappresentare una soluzione di gioco in ripartenza senza contribuire attivamente al collettivo. La frustrazione dell'opinionista è emersa chiaramente quando ha affermato: «Leao cammina, che ti dà solo la soluzione della palla in contropiede. Non puoi vedere un giocatore che cammina per 70 minuti mentre gli altri si sacrificano e si arrabbia perché non lo servono». Una critica che va oltre la semplice prestazione atletica, toccando l'aspetto caratteriale e l'impegno profuso in campo.
Secondo Di Canio, il problema non riguarda solamente il giocatore portoghese, ma rispecchia una fragilità più profonda all'interno dello spogliatoio milanista. Ha citato anche la situazione di Pulisic, evidenziando il contrasto tra chi cerca di impegnarsi per legare il gioco e chi invece rimane distaccato dalla battaglia. L'opinionista ha persino ironizzato sulla situazione, affermare che il nuovo allenatore Allegri dovrebbe «arrabbiarsi come una bestia» nel vedersi questo conflitto all'interno del gruppo.
La riflessione di Di Canio tocca il tema della leadership e della personalità all'interno della squadra. La Lazio, dall'altro canto, ha dimostrato nella gara dell'Olimpico una compattezza impressionante, trascinata dall'atmosfera dello stadio e dalla determinazione della squadra di Sarri. Questo contrasto ha reso ancora più evidenti le difficoltà milaniste nel trovare quella unità di intenti necessaria per competere nei momenti decisivi delle partite.
Le dichiarazioni di Di Canio rappresentano un'analisi spietata di dinamiche che vanno oltre i semplici numeri statistici. Il giornalista non ha risparmiato critiche nemmeno sulla gestione di questi atteggiamenti da parte dello staff tecnico, suggerendo che un provvedimento disciplinare sarebbe stato appropriato. La domanda che rimane aperta è se questo monito pubblico avrà effetti sulla mentalità del Milan nei prossimi impegni della stagione.














