La gestione del mercato del Valencia di questa stagione rappresenta uno dei maggiori fallimenti organizzativi del club. Tra le sessioni estiva e invernale, la dirigenza ha portato a Mestalla ben dodici nuovi volti, teoricamente sufficienti per rivoluzionare la squadra. Eppure i risultati numerici raccontano una storia ben diversa: soltanto cinque di questi acquisti hanno raggiunto la soglia del 50% dei minuti disputati rispetto al totale disponibile. Una proporzione deludente che rispecchia scelte tecniche discutibili e una pianificazione strategica che ha completamente mancato il bersaglio.
Il vero dramma si è consumato sul mercato estivo, quando Corberán e Gourlay avevano tutto il tempo necessario per costruire un progetto solido. Degli otto acquisti realizzati in estate, solamente tre hanno effettivamente trovato spazio in campo. Nomi come Ramazani, Raba e Baptiste non hanno mai avuto l'opportunità di farsi valere, con percentuali di impiego inferiori al 30%. Ugrinic ha superato di poco il 40%, ma con attenuanti dovute agli infortuni che lo hanno accompagnato sin dall'arrivo. Anche Danjuma, il grande colpo estivo del club olandese, ha deluso con il 60% dei minuti totali, alternando presenze e assenze che lo hanno penalizzato rispetto alle aspettative.
La situazione è stata complicata da una vera e propria piaga di infortuni al ginocchio che ha decimato la rosa. Julen Agirrezabala e Copete, pur avendo accumulato il maggior numero di presenze in valore assoluto, sono finiti sotto i ferri. Nel frattempo, Renzo Saravia, ingaggiato d'urgenza per rimpiazzare l'infortunato Foulquier, rappresenta un ulteriore simbolo dell'improvvisazione: arrivato da svincolato dopo due mesi d'inattività, non ha ancora debuttato.
La svolta è arrivata soltanto nel mercato invernale, quando gli arrivi hanno finalmente coinciso con le necessità reali della squadra. Unai Núñez, Guido Rodriguez (con il 75% dei minuti giocati) e Sadiq hanno rappresentato una boccata d'aria fresca, diventando la spina dorsale su cui ricostruire il progetto. Proprio questi tre calciatori hanno permesso al Valencia di risalire la classifica e allontanarsi dalla zona retrocessione, attualmente distante due partite dall'Elche.
Ora che il discorso salvezza si è fatto meno drammatico, è tempo di fare i conti con un'estate disastrosa. La gestione di Corberán e Gourlay avrà serie conseguenze sulla credibilità futura del club nel mercato. Dodici acquisti con un tasso di successo così basso rappresentano un fallimento gestionale che va oltre il semplice resoconto statistico: è la sintesi di una strategia sbagliata, di valutazioni errate e di decisioni tecniche talvolta incomprensibili che hanno costretto il Valencia a soffrire inutilmente per buona parte della stagione.





























