Martin Tyler, una delle voci più iconiche della storia della telecronaca calcistica britannica, ha rotto il silenzio sulla fine della sua collaborazione con Sky Sports dopo 33 anni di onorato servizio. L'addio, avvenuto al termine della stagione 2022-23, ha segnato il passaggio della telecronaca della Premier League a Peter Drury, ma l'ottantenne ex commentatore non serba alcun risentimento nei confronti della società che lo ha accompagnato per tre decenni.
In un'intervista al The Sun, Tyler ha affrontato direttamente la questione del suo allontanamento, dimostrando una serenità e consapevolezza che sorprende. "Comprendo completamente che le cose evolvono nel tempo. Mi sento benedetto di aver lavorato con persone straordinarie e di aver condiviso momenti indimenticabili accanto a colleghi eccezionali come Andy Gray, Alan Smith, Gary Neville e Jamie Carragher", ha dichiarato il telecronista. "Il mio contratto con Sky è scaduto e hanno scelto di non rinnovarlo, è completamente loro diritto. Ho trascorso trenta e più anni in quella compagnia, veramente meravigliosi, e non avrei una parola negativa da dire al riguardo".
Ma la vera novità riguarda la continuità della sua carriera: contrariamente a voci di una possibile pensione, Tyler ha chiarito di essere tutt'altro che fuori dal calcio. Continua infatti a fornire telecronache per altre piattaforme, principalmente per le produzioni della Premier League e per TNT Sports. Inoltre, ha aggiunto una dimensione innovativa alla sua attività professionale lanciando un podcast dal titolo "The Joy of Football" in collaborazione con Neil Barnett, che ha ormai raggiunto quota 100 episodi nel corso di questi due anni.
Dietro l'angolo della decisione di Sky, tuttavia, si cela un elemento personale che Tyler ha deciso di rivelare. Durante il suo periodo finale presso l'emittente, ha affrontato un problema di salute vocale che lo ha colpito per la prima volta nella sua lunghissima carriera. "È stato complicato perché ho avuto un problema di voce per la prima volta nella mia vita in quel periodo. Sapevo che stavo già andando verso l'uscita, e poi all'improvviso questa complicazione", ha spiegato. Il disturbo era particolarmente bizzarro: Tyler riusciva a urlare senza difficoltà, ma faticava enormemente a condurre conversazioni normali, tanto da evitare il bar e di rispondere il telefono se non con persone a conoscenza della situazione.
"Nessuno ha mai identificato con precisione cosa fosse dal punto di vista medico", ha proseguito Tyler, "ma era strano perché quando finiva la partita e dovevo urlare, andava tutto bene. Era proprio nelle conversazioni quotidiane che avvertivo il disagio". Nonostante queste difficoltà, l'80enne mantiene intatta la passione per il gioco e la voglia di raccontarlo: "Non sono in pensione affatto. Amo ancora fare telecronache, e se riuscirò a continuare a trasmettere il mio amore per il calcio attraverso le mie narrazioni, continuerò finché non cadrò dal telecronista".



















