La Juventus ha completato un'operazione di mercato importante non sul calciomercato, ma in campo. Con la vittoria a Udine e soprattutto con la rimonta clamorosa contro la Roma, Spalletti ha aggiornato la classifica e soprattutto la mentalità della squadra. I bianconeri hanno sorpassato i giallorossi e rimangono agganciati al Como, che continua a guidare il gruppo delle inseguitrici dell'Inter e del Milan. Era uno scenario impensabile pochi giorni fa quando, se Gatti non avesse segnato il 3-3 all'Olimpico, la Juve avrebbe dovuto inseguire da una posizione molto più scomoda.
La risalita della squadra piemontese non sorprende chi segue attentamente i numeri: dall'arrivo di Spalletti al timone, la Juventus ha collezionato 38 punti in venti giornate, una media identica a quella del Napoli di Conte. Solo Inter e Milan hanno mantenuto un ritmo superiore in questo periodo. Il tecnico toscano ha ragione quando sottolinea che la Signora ha giocato solo due partite davvero deludenti: lo 0-2 in casa contro il Como e il secondo tempo di Istanbul quando Cabal è stato espulso. A Roma, soprattutto nella prima frazione, la Juve avrebbe meritato di più. La rimonta negli ultimi quindici minuti, in una gara carica di equilibrio e emozioni, testimonia la solidità acquisita dalla squadra.
Da qui in avanti il calendario sorride ai bianconeri, che ospiteranno il Sassuolo sabato allo Stadium e poi il Genoa di De Rossi dopo la sosta. Sono due appuntamenti interni fondamentali per accelerare ulteriormente la corsa verso il quarto posto. Certo, l'esperienza insegna cautela: gli ultimi precedenti con le tabelle hanno fatto male alla Juve, che non è riuscita a capitalizzare le opportunità contro Lecce e Lazio. Tuttavia, c'è un dato che tranquillizza: se la squadra di Spalletti segnasse in proporzione a quanto crea e sviluppa offensivamente, occuperebbe una posizione molto più alta in classifica. L'assenza prolungata di Vlahovic per tre mesi rappresenta un'attenuante importante: eppure la squadra continua a lottare per la Champions con gli stessi avversari.
Il vero cambio di marcia è arrivato dalla difesa. I bianconeri hanno mantenuto la porta inviolata tra Pisa e Udine grazie anche al ritorno alla difesa a tre, che si è rivelata decisiva per creare duelli individuali su tutto il campo. La densità tattica aumenta, le linee di passaggio verso Davis vengono tagliate e la marcatura asfissiante di Kelly su giocatori come Zaniolo rappresenta un nuovo parametro di aggressività. Matteo Perin, titolare ormai a titolo definitivo, continua a guadagnare fiducia sfoggiando sicurezza e tranquillità. Di Gregorio resta in panchina in attesa. Gli impegni più complicati rimangono Atalanta e Milan, entrambi in trasferta ad aprile, mentre il vantaggio nei confronti diretti con Napoli e Roma potrebbe risultare decisivo al termine della stagione.














