La notte magica di Budapest, dove il Paris Saint-Germain ha sollevato al cielo la sua seconda Champions League della storia superando l'Arsenal ai calci di rigore, si è trasformata in un incubo di ordine pubblico nelle strade della capitale francese. Dopo il fischio finale di una finale drammatica e tesa, migliaia di sostenitori parigini si sono riversati nelle piazze principali per celebrare il prestigioso traguardo europeo. Circa ventimila persone si sono radunate lungo gli Champs-Élysées, inizialmente in un clima di gioia collettiva scandito da cori e bandiere al vento, sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine che cercavano di gestire l'enorme afflusso di folla. Tuttavia, quella che doveva essere una serata di pura gloria sportiva per il club di Al-Khelaïfi ha presto preso una piega violenta, costringendo la polizia a intervenire con fermezza per disperdere i gruppi più agitati.

Con il passare delle ore, la situazione è degenerata rapidamente in diversi quartieri della città, trasformando i festeggiamenti in veri e propri scontri urbani. Nel lussuoso ottavo arrondissement, un gruppo di facinorosi ha tentato un assalto diretto a un commissariato di polizia, venendo però respinto e disperso dagli agenti in assetto antisommossa. La prefettura di Parigi ha confermato che la tensione è salita alle stelle intorno alle 23:00, portando ai primi 130 arresti della serata. Durante questi tafferugli, un agente di polizia è rimasto ferito mentre cercava di contenere la folla inferocita che utilizzava fumogeni e oggetti contundenti contro le divise. Le autorità hanno descritto scene di guerriglia urbana che hanno oscurato il successo sportivo ottenuto sul campo neutro ungherese, mettendo a dura prova il piano di sicurezza cittadino.

I danni materiali registrati all'alba di domenica sono ingenti e testimoniano la furia di alcune frange della tifoseria. Oltre al danneggiamento di sei veicoli e di due vetrine di negozi, i rivoltosi hanno preso di mira anche una panetteria e un ristorante, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e vetri infranti. Anche la viabilità principale ha subito pesanti ripercussioni: il grande raccordo anulare che circonda Parigi è stato brevemente bloccato da una folla di manifestanti prima che l'intervento della polizia permettesse di ripristinare la circolazione. Nei pressi dello stadio del PSG, nel sedicesimo arrondissement, circa mille persone sono state contenute dalle forze dell'ordine, che hanno dovuto rimuovere diverse barricate improvvisate costruite utilizzando biciclette e arredi urbani per impedire il passaggio dei mezzi di soccorso.

Il bilancio definitivo fornito dal Ministro dell'Interno francese parla di una mobilitazione senza precedenti e di una risposta altrettanto dura da parte dello Stato. In tutta la Francia sono stati effettuati 416 arresti, di cui ben 283 avvenuti nella sola area metropolitana di Parigi, secondo quanto riportato dalle principali emittenti nazionali. Questo scenario di violenza non è purtroppo una novità per la capitale: già lo scorso maggio, in occasione della vittoria del primo titolo europeo del club, si erano registrati oltre 500 arresti su scala nazionale. Nonostante il dispiegamento massiccio di ottomila agenti su tutto il territorio cittadino, la gestione dell'ordine pubblico si è rivelata estremamente complessa, evidenziando ancora una volta le difficoltà nel contenere l'entusiasmo degenerato in vandalismo che accompagna i grandi successi del Paris Saint-Germain.