Una sconfitta che brucia, ma che non deve intaccare i piani futuri. Il Milan esce sconfitto dallo stadio Olimpico di Roma, dove la Lazio di Maurizio Sarri si è imposta per 1-0 grazie alla rete di Isaksen nella prima frazione di gioco. Una battuta d'arresto che arriva nel momento in cui l'Inter aveva pareggiato, alimentando le solite voci intorno alla corsa scudetto. Massimiliano Allegri, tuttavia, non cade nella trappola e mantiene uno sguardo lucido sulla stagione rossonera.
Il tecnico del Milan ha descritto una sfida complicata fin dal fischio d'inizio, sottolineando come il rientro della tifoseria laziale abbia innalzato notevolmente l'intensità della competizione. «Sapevamo che sarebbe stata difficile, con lo stadio pieno e una Lazio che in classifica non ha particolari urgenze», ha spiegato Allegri ai microfoni di Dazn al termine della partita. I rossoneri hanno pagato caro un primo tempo impreciso dal punto di vista tecnico, con una difesa poco ordinata che ha permesso ai padroni di casa di sfondare. Nel secondo tempo il Milan ha alzato il ritmo e creato opportunità significative, ma la concretizzazione è rimasta elusive.
Proprio la gestione del secondo tempo ha visto un momento di tensione con Rafael Leao, sostituito dal campo mentre ancora arrabbiato. L'esterno portoghese aveva infatti avuto almeno un paio di occasioni in cui avrebbe potuto essere servito meglio e la sostituzione non è stata digerita serenamente dal giocatore. Allegri ha giustificato l'atteggiamento: «Era un po' nervoso perché aveva avuto due situazioni importanti. Sono cose che accadono durante la gara, tutti i ragazzi tenevano moltissimo a vincere». Un episodio che resta marginale rispetto alle considerazioni più ampie sulla stagione.
Quel che preoccupa maggiormente il mister è la lettura tattica della prestazione: troppi errori in fase di costruzione, contropiedi subiti in quantità insolita e duelli persi lungo tutta la linea. «Abbiamo sbagliato parecchio tecnicamente e abbiamo avuto giocatori con posizionamento sbilanciato, creando situazioni di campo aperto molto pericolose», ha analizzato Allegri. Una diagnosi precisa che guarda però già oltre: il Milan deve resettare mentalmente e tornare alla sua priorità stagionale.
A prescindere dalle dichiarazioni post-partita di addetti ai lavori e commentatori sullo scudetto, Allegri ha voluto chiarire quale sia il vero bersaglio milanista: «Tutti hanno iniziato a parlare di titolo dopo il pareggio dell'Inter, ma noi dobbiamo rimanere focalizzati sulla Champions League. Non possiamo distruggere tutto quello che abbiamo costruito per inseguire fantasie». Con Como a sei lunghezze e Juventus a sette punti, lo scenario rimane complicato ma non compromesso. La serena consapevolezza di Allegri è l'unico antidoto alla pressione esterna.














