L'ombra di Massimiliano Allegri si allunga in modo sempre più concreto sulla panchina dello Stadio Diego Armando Maradona, scatenando un dibattito acceso tra i sostenitori partenopei. In questo clima di incertezza e attesa, è intervenuto Corrado Ferlaino, l'indimenticato presidente che ha guidato il club per oltre tre decenni, portando a Napoli il più grande calciatore di tutti i tempi. A 95 anni, l'uomo che ha scritto le pagine più gloriose della società ha espresso il suo parere autorevole, cercando di placare i dubbi di una piazza che appare divisa sul profilo del tecnico livornese. Ferlaino, con la saggezza di chi ha vissuto un terzo della storia del club, ha preferito mantenere un profilo prudente riguardo all'ufficialità dell'accordo, dichiarando di riporre la propria fiducia esclusivamente nel momento in cui verrà diffuso il comunicato ufficiale, pur riconoscendo che la trattativa sembra ormai giunta alle battute conclusive.
Il legame ideale tra l'ex patron e l'allenatore toscano affonda le radici in un incontro casuale avvenuto anni fa in un noto ristorante di Milano, un aneddoto che Ferlaino ricorda ancora oggi con estremo piacere. In quell'occasione, un giovane Allegri si avvicinò al tavolo del presidente con estrema educazione e rispetto, lasciando un'impressione indelebile per i suoi modi gentili e la sua compostezza. Secondo lo storico dirigente, quel gesto di cortesia non fu solo una formalità, ma il segnale distintivo di una persona perbene, dotata di una caratura umana non comune nel mondo del calcio moderno. Questa stima personale si riflette oggi nella convinzione che Allegri possieda le doti caratteriali necessarie per guidare una realtà complessa e passionale come quella di Napoli, dove la gestione del gruppo e delle emozioni conta quanto la preparazione tattica sul campo.
Entrando nel merito delle critiche mosse da una parte della tifoseria, Ferlaino ha difeso con vigore il curriculum del tecnico, sottolineando come il percorso professionale di un individuo abbia un peso specifico e il suo curriculum sia inequivocabile. Con una bacheca ricca di scudetti, coppe nazionali e diverse finali raggiunte nella massima competizione europea, Allegri rappresenta per l'ex presidente una garanzia assoluta di competenza e affidabilità. Gestire grandi campioni e calcare palcoscenici internazionali richiede una personalità che il tecnico livornese ha ampiamente dimostrato di possedere nel corso della sua lunga carriera. Ferlaino ha inoltre minimizzato lo scetticismo attuale, ricordando che nel calcio i risultati sono l'unico vero collante: saranno sufficienti un paio di successi sul campo per convincere anche i più scettici e ricompattare l'intero ambiente attorno alla nuova guida tecnica.
Nonostante l'ottimismo per il futuro, resta una piccola macchia nel passato comune: la stagione 1997-1998, quando Allegri vestì la maglia azzurra come calciatore in un'annata che si concluse con una dolorosa retrocessione. Ferlaino ha preferito sorvolare su quei ricordi amari, definendo quel periodo come un momento sfortunato in cui nulla andò per il verso giusto, ma ribadendo che i suoi trentatré anni di presidenza sono stati costellati da successi ben più significativi. Il paragone con l'era di Diego Armando Maradona resta inevitabile, un amore durato sette anni che ha segnato la storia del calcio mondiale, ma l'Ingegnere guarda avanti con fiducia. La scelta di Allegri viene vista come un tentativo di riportare solidità e pragmatismo in una squadra che aspira a tornare ai vertici della Serie A, puntando su un uomo che sa come si vince e che non teme le pressioni di una piazza esigente.