Cesc Fabregas non ha digerito il gesto di Gian Piero Gasperini al termine della sfida tra Como e Atalanta terminata 2-1 per i lariani. L'allenatore spagnolo ha apertamente criticato la scelta del collega di non avvicinarsi per la tradizionale stretta di mano a fine incontro, un momento che nella prassi calcistica rappresenta uno scambio di cortesia tra gli avversari.
«Ho trovato veramente antisportivo quello che è successo», ha dichiarato Fabregas ai microfoni. Lo spagnolo ha voluto enfatizzare come lui stesso, indipendentemente dalle circostanze, faccia sempre in modo di salutare il proprio collega avversario. «Che io sia arrabbiato, che venga espulso o che pensi di aver subito un torto dall'arbitro, al termine della partita vado sempre a stringere la mano all'avversario. È una questione di rispetto e di sportività», ha spiegato, visibilmente rammaricato dall'accaduto.
Il tecnico comasco ha narrato la dinamica dei fatti: «Sono andato a salutarlo come faccio sempre, ma l'ho visto allontanarsi senza contraccambiare il gesto». Nonostante il disappunto, Fabregas ha mantenuto una certa serenità nel commentare l'episodio, affermando che «comunque sia andata così, non posso farci molto».
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico della partita, Fabregas ha sottolineato come la rosa a sua disposizione disponga delle caratteristiche necessarie per competere ai massimi livelli. Ha riconosciuto che gli equilibri della gara si sono ribaltati nel giro di pochi minuti dopo il rigore, ma ha evidenziato come il primo tempo non avesse rispecchiato il reale andamento degli eventi. «La ripresa è stata completamente diversa», ha osservato l'allenatore. «Nella seconda metà abbiamo innalzato il livello della nostra prestazione e abbiamo saputo capovolgerci la situazione a nostro favore».














