Il rapporto tra Gabriel Agbonlahor e Roy Keane non è mai stato idilliaco, ma recenti rivelazioni dell'ex attaccante dell'Aston Villa hanno gettato nuova luce sulla brevissima e turbolenta parentesi dell'irlandese come vice-allenatore a Birmingham. Nel 2014, Keane si unì allo staff tecnico guidato da Paul Lambert, portando con sé la sua proverbiale severità e un temperamento che si scontrò immediatamente con l'anima dello spogliatoio dei Villans. Agbonlahor, che all'epoca era una colonna portante del club e uno dei capitani, ha ricordato come l'ex leggenda del Manchester United avesse metodi comunicativi che definire bruschi sarebbe un eufemismo. Un episodio emblematico avvenne nelle docce, dove Keane, in un impeto di rabbia, scagliò violentemente una lattina di bevanda energetica contro la parete, sostenendo che certi atteggiamenti dei calciatori fossero inaccettabili.
L'episodio culminante che portò alla rottura definitiva avvenne però sul campo, durante una sessione di allenamento dedicata ai cross e alle conclusioni a rete. Secondo il racconto dettagliato di Agbonlahor, l'esercizio era strutturato in modo poco fluido, con una serie eccessiva di passaggi prima di arrivare al tiro, costringendo i calciatori ad attendere anche dieci minuti tra una conclusione e l'altra. In una fredda mattinata di ottobre, il malumore serpeggiava tra i ranghi e il tecnico Paul Lambert decise di interrompere la sessione per rimproverare il gruppo per la scarsa qualità mostrata. Fu in quel momento che Agbonlahor, agendo nel suo ruolo di leader e portavoce della squadra, intervenne per spiegare che i giocatori stavano perdendo ritmo e calore corporeo a causa delle lunghe attese statiche, scatenando l'immediata e sarcastica reazione di Keane.
L'irlandese non gradì affatto l'osservazione del capitano e rispose con tono provocatorio, chiedendogli se avesse bisogno di un riscaldamento personalizzato perché sentiva freddo. La tensione divenne palpabile in un istante davanti a tutti i compagni. Agbonlahor, deciso a non farsi intimidire da quella che percepiva come una forma di bullismo, replicò seccamente: "Roy, non sto parlando con te, sto parlando con l'allenatore". Questo atto di sfida aperta lasciò Keane pietrificato; l'ex centrocampista si limitò a fissare l'attaccante con i suoi famosi occhi carichi di un'ira silenziosa ma evidente. Quello scontro verbale segnò il punto di non ritorno per il vice di Lambert, che si rese conto di aver perso definitivamente l'autorità e il rispetto di un gruppo che non accettava più i suoi modi autoritari e i suoi sguardi intimidatori.
Le conseguenze di quel faccia a faccia non si fecero attendere: il giorno successivo a quel diverbio, Roy Keane rassegnò le proprie dimissioni, lasciando l'Aston Villa dopo soli cinque mesi di incarico. Sebbene la versione ufficiale dell'epoca parlasse della necessità di concentrarsi esclusivamente sul suo ruolo nello staff della nazionale della Repubblica d'Irlanda, i retroscena odierni confermano che l'attrito insanabile con i senatori dello spogliatoio fu la vera causa scatenante. Negli anni successivi, Keane non ha mai risparmiato critiche feroci ai suoi ex giocatori di Birmingham, definendo alcuni di loro come della feccia e lamentando una cronica mancanza di professionalità. Dal canto suo, Agbonlahor ha ribadito con orgoglio la sua posizione, sottolineando come fosse necessario porre un limite a certi comportamenti per proteggere l'integrità del gruppo, chiudendo così uno dei capitoli più controversi della storia recente del club inglese.