Il Manchester United ha ufficialmente reso noti i dettagli finanziari relativi all'esonero di Ruben Amorim, rivelando un esborso complessivo di 16,7 milioni di sterline per liquidare il tecnico portoghese e il suo intero staff tecnico lo scorso gennaio. Questa cifra, emersa dagli ultimi resoconti contabili del club, sottolinea il pesante prezzo pagato dai "Red Devils" per interrompere un progetto tecnico che non ha mai convinto pienamente la dirigenza di Old Trafford. Nonostante l'ingente somma versata per la risoluzione dei contratti, la società sembra aver assorbito il colpo grazie a una gestione economica estremamente rigorosa imposta dalla nuova proprietà, segnando un punto di svolta rispetto alle passate stagioni caratterizzate da spese spesso fuori controllo e risultati sportivi deludenti.

L'avventura di Amorim a Manchester è durata appena quattordici mesi, un periodo travagliato iniziato nel novembre 2024 dopo l'addio di Erik ten Hag. Sotto la guida dell'ex allenatore dello Sporting Lisbona, la squadra ha toccato uno dei punti più bassi della sua storia recente, chiudendo la Premier League al quindicesimo posto, il peggior piazzamento di sempre per il club nel formato attuale del campionato inglese. A pesare sul giudizio finale della dirigenza è stata anche la cocente sconfitta nella finale di Europa League contro il Tottenham, un risultato che ha precluso l'accesso diretto alla massima competizione europea e ha alimentato le feroci critiche sulla rigidità tattica del tecnico, accusato di non aver mai voluto abbandonare la difesa a tre nonostante le evidenti difficoltà dei suoi interpreti nel digerire il modulo.

Dopo una brevissima parentesi affidata a Darren Fletcher per sole due partite, la panchina è passata nelle mani di Michael Carrick, che ha saputo trasformare radicalmente il volto della squadra in tempi record. L'ex centrocampista e bandiera del club ha guidato i Red Devils a una clamorosa rimonta, centrando la qualificazione in Champions League e guadagnandosi sul campo la conferma definitiva come allenatore capo per il futuro. Il successo di Carrick non è stato solo sportivo, ma ha permesso alla società di guardare al futuro con rinnovato ottimismo, dimostrando che la scelta di cambiare rotta a metà stagione, seppur estremamente onerosa dal punto di vista burocratico e contrattuale, era necessaria per evitare un declino tecnico che appariva ormai inevitabile.

Sul fronte puramente societario, i numeri sembrano dare ragione alla strategia definita "brutale" di Sir Jim Ratcliffe, che ha implementato una serie di misure drastiche per il contenimento dei costi, inclusi numerosi tagli al personale amministrativo del club. Il Manchester United ha infatti registrato un utile operativo di 37,7 milioni di sterline nei nove mesi conclusi a marzo 2026, un dato in netta controtendenza rispetto alla perdita di 3,2 milioni registrata nello stesso periodo dell'anno precedente. Anche l'EBITDA, ovvero il margine operativo lordo, ha mostrato una crescita significativa, passando da 145,3 a 187,5 milioni di sterline, a testimonianza di come l'efficienza gestionale stia finalmente producendo i frutti sperati, permettendo al club di mantenere una solidità finanziaria invidiabile nonostante le turbolenze legate ai continui cambi in panchina.