Il Rayo Vallecano si prepara a vivere il momento più alto della sua storia centenaria, un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava un miraggio per la formazione di Vallecas. Alla vigilia della partenza per Lipsia, dove la compagine spagnola si giocherà l'attesissima finale di Conference League, il capitano Óscar Valentín ha concesso un'intervista esclusiva ai microfoni di Marca per fare il punto della situazione. Il centrocampista, nato a Toledo nel 1994, rappresenta oggi l'anima di una squadra che ha saputo ribaltare ogni pronostico, passando dalle difficoltà della seconda divisione alle luci della ribalta europea. Valentín ha sottolineato con orgoglio come il club rappresenti ormai l'intero fulcro della sua carriera professionale, permettendogli non solo di esordire nel massimo campionato spagnolo, ma di raggiungere obiettivi che, al momento della sua firma, apparivano come semplici sogni irraggiungibili.
Ripercorrendo le tappe fondamentali di questa incredibile scalata, il capitano ha individuato nella promozione ottenuta a Girona il vero punto di svolta per l'intero ambiente. Quella vittoria, arrivata in un anno estremamente complesso segnato dalle restrizioni della pandemia e dal silenzio spettrale degli spalti, ha forgiato il carattere di un gruppo che oggi non teme più alcun avversario. Secondo Valentín, senza quel successo sofferto non sarebbe stato possibile costruire le basi per le stagioni successive, che hanno visto il Rayo consolidarsi come una realtà solida, ambiziosa e rispettata. La trasformazione dell'identità del club è evidente anche nel modo in cui viene percepito all'esterno: da piccola realtà di quartiere, spesso sottovalutata, a squadra capace di infastidire costantemente le grandi potenze come Real Madrid e Barcellona.
Uno dei temi più delicati e toccanti affrontati dal leader dello spogliatoio riguarda l'addio di figure storiche, in particolare quello di Óscar Trejo. Il capitano ha espresso parole di profonda stima e commozione per il compagno, definendolo un elemento imprescindibile sia dentro che fuori dal rettangolo verde per la sua capacità di unire il gruppo. "Porterei Trejo con me ovunque fosse necessario, in qualsiasi ruolo all'interno della società", ha dichiarato Valentín, evidenziando come i valori umani e professionali dell'argentino siano stati fondamentali per la crescita quotidiana di ogni singolo calciatore. Con la sua partenza, lo spogliatoio sarà chiamato a un processo di maturazione forzata, dove i veterani rimasti dovranno necessariamente assumersi maggiori responsabilità per mantenere intatta l'identità del club.
Non meno importante è l'incertezza che aleggia sul futuro della guida tecnica e di figure chiave come Iñigo Pérez, il cui lavoro è stato lodato pubblicamente da tutta la squadra. Valentín non ha nascosto il desiderio collettivo di vedere proseguire il progetto tecnico attuale, auspicando una conferma che darebbe continuità ai risultati ottenuti: "A tutti noi farebbe un immenso piacere se Iñigo rimanesse con noi anche la prossima stagione, ha fatto qualcosa di straordinario". Il centrocampista ha concluso l'intervento parlando del clima che si respira in vista della finale, citando un nuovo inno motivazionale nato quasi per caso durante la trasferta di Atene. Questa coesione, unita alla consapevolezza di non essere più una piccola realtà ma una squadra temuta, sarà l'arma in più per cercare di alzare al cielo il primo storico trofeo europeo della storia del Rayo.