La tensione in casa Manchester United ha raggiunto livelli altissimi dopo il recente traguardo storico raggiunto da Bruno Fernandes. Il trequartista portoghese ha ufficialmente stabilito il nuovo primato solitario per il maggior numero di assist in una singola stagione di Premier League, toccando quota 21 grazie al passaggio vincente servito durante il successo per 3-0 contro il Brighton nell'ultima giornata di campionato. Questo risultato gli ha permesso di staccare definitivamente icone del calibro di Thierry Henry e Kevin De Bruyne, con i quali condivideva il precedente record di 20 assist fino alla settimana precedente, quando lo United aveva superato il Nottingham Forest per 3-2. Tuttavia, la gioia per il traguardo personale è stata oscurata da una feroce polemica mediatica scatenata da Roy Keane, ex storico capitano del club e oggi opinionista televisivo senza peli sulla lingua.

Roy Keane ha duramente attaccato Fernandes durante la sua partecipazione al podcast intitolato "The Overlap", accusando il portoghese di essere ossessionato dai propri numeri personali a discapito del bene collettivo della squadra. Secondo l'ex centrocampista irlandese, l'atteggiamento del capitano attuale sarebbe paragonabile a quello di un "numero da circo", focalizzato più sulla gloria individuale che sulla conquista di trofei collettivi. Keane ha sostenuto che Fernandes, dopo la sfida contro il Forest, avrebbe dichiarato di aver cercato il passaggio vincente anche in situazioni dove sarebbe stato più opportuno calciare in porta, solo per inseguire il record. L'ex bandiera dei Red Devils ha rincarato la dose affermando: "Come può la mentalità di un calciatore essere così orientata a un primato personale durante una partita? Con questo approccio non si vincono i trofei, non con questa mentalità di squadra".

La replica di Bruno Fernandes non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso i microfoni del podcast "The Diary of a CEO", dove il calciatore ha accusato apertamente Keane di aver mentito. Il portoghese ha spiegato che le sue parole sono state completamente travisate e che la realtà dei fatti è documentata dalle registrazioni ufficiali del post-partita. "Accetto le critiche, posso piacere o meno come giocatore o come persona, ma quello che non mi piace è che mi vengano messe in bocca parole mai dette", ha dichiarato con fermezza Fernandes. Il capitano ha poi precisato che il suo commento originale dopo la gara contro il Nottingham Forest era di tenore opposto: aveva infatti ammesso che in alcuni frangenti avrebbe dovuto passare la palla invece di tirare, sottolineando come la sua priorità fosse sempre stata la vittoria della squadra per chiudere la stagione nel migliore dei modi.

Lo scontro verbale è proseguito sui social media, dove Roy Keane ha pubblicato un post criptico ma chiaramente indirizzato al portoghese, scrivendo che "troppa attenzione fa pensare a un asino di essere un leone". Nonostante la provocazione, Fernandes ha cercato un chiarimento diretto, arrivando a contattare l'ex allenatore Ole Gunnar Solskjær per ottenere il numero di telefono privato di Keane. Il trequartista ha ribadito di aver sempre nutrito un profondo rispetto per ciò che l'irlandese ha rappresentato per la storia del Manchester United e per tutto ciò che ha dato al club, ma ha sottolineato la necessità di difendere la propria integrità professionale di fronte a ricostruzioni che ritiene totalmente infondate. Questa frattura tra il passato glorioso e il presente del club riflette il clima di pressione costante che circonda l'ambiente di Old Trafford.

Al di là delle polemiche, il record di 21 assist rappresenta un traguardo monumentale che certifica l'impatto devastante di Fernandes nel campionato inglese sin dal suo arrivo dallo Sporting Lisbona. In una stagione caratterizzata da molti alti e bassi per la formazione guidata da Erik ten Hag, il contributo del capitano è stato uno dei pochi elementi di continuità, trascinando i compagni verso una chiusura di campionato dignitosa. La capacità di creare occasioni da gol con una frequenza senza precedenti nella storia della Premier League pone Fernandes nell'olimpo dei registi moderni, anche se la sfida più grande resta quella di trasformare questi numeri in successi di squadra tangibili. Il confronto con figure carismatiche e ingombranti come Keane evidenzia quanto sia complesso ereditare la fascia di capitano in una piazza così esigente e storicamente vincente.