La Roma è ufficialmente sulla strada giusta verso il suo nuovo stadio. Dopo il semaforo verde dell'Assemblea Capitolina, che ha votato favorevolmente la delibera con 39 voti a favore e 5 astenuti (nessun contrario tra i 44 presenti), il progetto relativo alla struttura di Pietralata entra nella fase dei dettagli amministrativi e tecnici che dovranno inevitabilmente precedere l'apertura dei cantieri.

Il percorso non è ancora concluso. Resta infatti da affrontare una serie di passaggi burocratici cruciali per trasformare l'approvazione politica in realtà costruttiva. Al momento sono in corso gli scavi archeologici nella zona di Pietralata, un'attività preliminare indispensabile che consentirà di procedere nei successivi step autorizzativi senza sorprese relative al patrimonio storico del territorio.

Il passaggio decisivo riguarderà il PAUR, ossia il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, uno strumento amministrativo che racchiude in sé la Valutazione di Impatto Ambientale e tutte le necessarie autorizzazioni per realizzare l'opera. Questo meccanismo permette di centralizzare i pareri di tutte le amministrazioni coinvolte, semplificando un iter che altrimenti risulterebbe frammentato e dispendiosa in termini di tempo. La Conferenza dei Servizi decisoria dovrà riunire gli enti interessati per esprimere il definitivo nulla osta sul progetto, con scadenza prevista per aprile 2026.

Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, il Comune di Roma e la società giallorossa potranno procedere verso l'obiettivo comune: l'apertura effettiva dei cantieri nel 2027. Il nuovo impianto, che sorgerà accanto alla stazione Tiburtina nel quadrante nord-est della capitale, avrà una capienza di oltre 60mila posti e rappresenterà una struttura completamente rinnovata rispetto all'attuale Stadio Olimpico. Nel frattempo, il lavoro tecnico tra le due parti continuerà per perfezionare ogni aspetto progettuale e amministrativo.

I prossimi mesi saranno dunque decisivi. La tabella di marcia è stata tracciata: completamento degli scavi archeologici, poi la valutazione ambientale e gli eventuali pareri integrativi entro la primavera 2026, seguito dall'approvazione del PAUR e infine l'agognata posa della prima pietra nel 2027. Per la Roma, dopo anni di attesa e discussioni, il sogno di una nuova casa comincia a prendere forma concreta.