La stagione 2025/26 della Premier League si è conclusa ufficialmente con il trionfo dell'Arsenal, che ha potuto dare inizio ai festeggiamenti per il titolo sul prato del Selhurst Park dopo una vittoria decisiva contro il Crystal Palace. I "Gunners" guidati da Mikel Arteta hanno dimostrato una costanza straordinaria per tutto l'arco del campionato, riuscendo a respingere gli assalti delle inseguitrici e a riportare il trofeo nel nord di Londra dopo un'attesa durata anni. Alle spalle dei campioni, la lotta per l'accesso alle competizioni europee è stata serratissima fino all'ultima giornata: Manchester City, Manchester United, Aston Villa e Liverpool hanno staccato il pass per la prossima edizione della Champions League, confermando il dominio delle grandi potenze del calcio britannico. Sorprendono invece le qualificazioni di Bournemouth e Sunderland in Europa League, mentre il Brighton dovrà accontentarsi della Conference League, a testimonianza di un campionato sempre più competitivo e imprevedibile.
Se in vetta si festeggia, il fondo della classifica ha regalato drammi sportivi e tensioni altissime fino al fischio finale. Il Tottenham è riuscito miracolosamente a evitare la retrocessione, chiudendo una stagione definita dagli esperti come un vero e proprio incubo sportivo da cui il club dovrà trarre insegnamenti profondi per evitare di ripetere simili errori in futuro. Non è andata altrettanto bene al West Ham, che sprofonda ufficialmente in Championship insieme a Burnley e Wolverhampton, lasciando un vuoto importante nella massima serie inglese. La caduta degli "Hammers" rappresenta il punto più basso di una crisi interna che la società non è stata in grado di arginare, segnando la fine di un ciclo che sembrava promettente solo pochi anni fa. Queste retrocessioni ridisegnano la geografia del calcio inglese, costringendo piazze storiche a una dolorosa ricostruzione partendo dalla seconda divisione.
Il dibattito sul miglior giocatore della stagione ha visto un testa a testa entusiasmante tra Declan Rice e Bruno Fernandes, con i principali opinionisti divisi tra la solidità del mediano e la fantasia del trequartista. Rice è stato il pilastro insostituibile dell'Arsenal; Miguel Delaney lo ha descritto come l'uomo capace di spingere la squadra oltre i propri limiti sotto una pressione immensa, mentre Richard Jolly ha sottolineato come l'inglese sia stato l'individuo più eccezionale dei campioni in carica. Dall'altra parte, Bruno Fernandes ha vissuto un'annata da record con la maglia del Manchester United, diventando il re assoluto degli assist nella storia della competizione. Lawrence Ostlere ha evidenziato come la sua capacità di creare occasioni sia stata di un altro pianeta rispetto a chiunque altro nel campionato, sottolineando anche un contributo difensivo sorprendente, avendo completato lo stesso numero di contrasti di un mediano puro come Rice.
Sul fronte delle panchine, Mikel Arteta è stato celebrato per la sua capacità di gestire le aspettative e dissipare ogni dubbio sulla sua leadership, portando l'Arsenal a una crescita costante che molti avevano inizialmente sottovalutato. Tuttavia, la stagione ha messo in luce anche il lavoro di tecnici emergenti e conferme importanti, come Andoni Iraola al Bournemouth e Unai Emery all'Aston Villa. Un momento di profonda commozione ha segnato l'addio di Mohamed Salah ad Anfield; il fuoriclasse egiziano ha salutato il pubblico del Liverpool tra le lacrime, lasciando un'eredità indelebile nel club e in tutto il calcio mondiale. La stagione si chiude dunque con un mix di celebrazioni per i nuovi campioni e nostalgia per le leggende che lasciano la scena, mentre il Manchester United guarda al futuro con ottimismo dopo la rinascita sotto la guida di Michael Carrick, subentrato dopo i giorni difficili della gestione di Ruben Amorim.