La caduta del West Ham verso la Championship non è un evento improvviso, ma il culmine di un declino iniziato già nel 2022, ignorato sistematicamente dai vertici societari. David Sullivan, l'azionista di maggioranza del club, è oggi il principale bersaglio delle critiche per aver sottovalutato i segnali di allarme che erano evidenti da tempo. Nonostante tre anni consecutivi di competizioni europee, la mancanza di una visione strategica ha portato la squadra su un binario morto. La promessa fatta dieci anni fa, secondo cui il trasferimento dal leggendario Upton Park al moderno London Stadium avrebbe proiettato il club nell'élite del calcio mondiale, si è rivelata una tragica illusione che ha allontanato la società dalle proprie radici senza fornire i risultati sperati.

La storica notte di Praga del giugno 2023, culminata con la vittoria della Conference League contro la Fiorentina, appare oggi come un ricordo sbiadito e quasi ingannevole. Quel trionfo europeo ha agito da paravento, nascondendo crepe strutturali che stavano già minando le fondamenta della squadra. David Moyes, spesso criticato dai tifosi per un gioco poco spettacolare, aveva in realtà il merito di proteggere l'ambiente dalle disfunzioni interne della gestione Sullivan. Tuttavia, il calo di rendimento in Premier League era iniziato già nel gennaio 2022 e la rosa, ormai troppo invecchiata, necessitava di un ricambio generazionale che non è mai stato attuato con la necessaria competenza tecnica.

Uno degli errori più pesanti attribuiti a Sullivan è stata la nomina di Tim Steidten come direttore tecnico subito dopo il successo europeo. Sotto la sua gestione, il West Ham ha letteralmente dilapidato i 105 milioni di sterline incassati dalla cessione di Declan Rice all'Arsenal. Gli investimenti sul mercato si sono rivelati fallimentari: circa 92 milioni di sterline sono stati spesi per difensori come Konstantinos Mavropanos, Jean-Clair Todibo e Maximilian Kilman, che hanno finito per comporre una delle retroguardie meno solide del campionato. Anche la gestione di Edson Álvarez, centrocampista messicano pagato 35 milioni e poi spedito in prestito al Fenerbahce, testimonia la confusione totale che ha regnato nelle ultime sessioni di calciomercato.

Il caso di Niclas Füllkrug rappresenta l'emblema del disastro tecnico-economico degli Hammers. L'attaccante tedesco, fortemente voluto da Steidten nonostante i noti problemi fisici, ha collezionato appena tre reti in 26 presenze prima di essere ceduto in prestito al Milan nello scorso mercato di gennaio. Il fallimento di Julen Lopetegui, esonerato dopo soli sei mesi a causa di contrasti insanabili con i leader dello spogliatoio e scelte tattiche discutibili, ha dato il colpo di grazia alle speranze di salvezza. Con l'addio di Steidten avvenuto nel febbraio 2025, il club si ritrova ora in un caos amministrativo e tecnico che ricorda la drammatica retrocessione del 2003, con lo spettro di un futuro incerto simile a quello vissuto recentemente dal Leicester.