Mentre i giocatori dell'Arsenal festeggiavano negli spogliatoi per la vittoria che alimenta le speranze scudetto, il vero protagonista della serata non era nemmeno lì. Max Dowman, autore del gol decisivo contro l'Everton, non poteva condividere lo spazio con i calciatori adulti per ragioni regolamentari: a soli 16 anni, il regolamento della Premier League lo obbliga a stare in zone separate come quella vicino agli arbitri. Una norma che, oltre a una questione burocratica, serve anche a mantenere con i piedi per terra un giovane di straordinarie capacità, anche se i genitori di Max sembrano già occuparsene personalmente con educazione rigorosa.

Ciò che Dowman ha realizzato nella sfida con l'Everton ha fatto la storia: a 16 anni e 73 giorni è diventato il marcatore più giovane mai visto nella Premier League inglese. Non si tratta semplicemente di una prestazione brillante in una gara importante, ma del momento risolutivo che potrebbe cambiare i destini della lotta per il titolo dell'Arsenal. Nello spogliatoio, molti membri dello staff si sono emozionati nel veder realizzare le potenzialità di un ragazzo che hanno visto crescere dalla più tenera età nel settore giovanile dei Gunners.

La scelta di Mikel Arteta di schierare un adolescente in una partita così decisiva ricorda la celebre filosofia manageriale di Sir Alex Ferguson alla guida del Manchester United. Lo stesso Ferguson che lanciò il giovanissimo Federico Macheda in una finale scudetto contro l'Aston Villa, spiegando che quando dai a qualcuno l'opportunità di dimostrarsi, i risultati superano spesso le aspettative. Sebbene il tecnico basco sia abitualmente accusato di eccessiva prudenza tattica, questa volta ha deciso di affidarsi all'istinto e alla freschezza della gioventù nel momento più critico.

Ciò che sorprende maggiormente non è tanto il gesto tecnico di Dowman, quanto il fatto che il ragazzo non sorprenda praticamente nessuno tra le file dell'Arsenal. Il suo calcio è descritto come caratterizzato da un cervello calcistico straordinario, e non sono rari i paragoni con Leo Messi che circolano negli ambienti del club londinese. I dirigenti e lo staff tecnico parlano apertamente delle potenzialità mondiali del teenager, anche se cercano ovviamente di non creare pressioni eccessive comunicandolo direttamente a Max.

Articeta si trova nella posizione affascinante di dover predicare calma e moderazione quando interrogato sul futuro del giovane – in particolare riguardo a una possibile titolarità nella prossima sfida contro il Bayer Leverkusen in Champions League – mentre contemporaneamente non riesce a celare l'entusiasmo genuino per il talento che ha di fronte. Secondo quanto riportato, il manager ha fondato la sua decisione di schierare Dowman su una sorta di "sensazione viscerale", quella intuizione che a volte i migliori allenatori sviluppano leggendo il calcio. Nel frattempo, le discussioni sulla possibile convocazione di Max in nazionale sono già cominciate, nonostante la sua giovanissima età.