Mohamed Salah si appresta a vivere la sua ultima passerella ad Anfield, consolidando un'eredità che lo pone di diritto nel pantheon dei tre più grandi calciatori della storia del Liverpool. Insieme a icone del calibro di Steven Gerrard e Kenny Dalglish, l'attaccante egiziano ha riscritto i libri dei record del club inglese durante la sua permanenza nel Merseyside. Attualmente occupa il terzo posto nella classifica marcatori di tutti i tempi della società, preceduto soltanto da Ian Rush e Roger Hunt, ma vanta una media realizzativa superiore a entrambi. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi, nessun giocatore che abbia raggiunto il traguardo dei cento gol con la maglia dei "Reds" ha segnato con la regolarità e la velocità di Salah, rendendolo un fenomeno statistico senza precedenti nella storia moderna della Premier League.
Non è solo una questione di finalizzazione, poiché il contributo di Salah si estende anche alla fase di rifinitura e alla creazione di gioco per i compagni. Nonostante la percezione comune lo veda principalmente come un finalizzatore implacabile, l'egiziano occupa il quinto posto assoluto per assist forniti nella storia del club. Tra i giocatori che hanno collezionato almeno quaranta passaggi vincenti, solo leggende come Dalglish e Alan A’Court hanno mantenuto una media superiore alla sua. Il suo addio si preannuncia carico di emozioni contrastanti, richiamando alla mente le diverse modalità con cui le bandiere del Liverpool hanno salutato il proprio pubblico nel passato: dal congedo amaro di Gerrard dopo una pesante sconfitta per 6-1 contro lo Stoke City, alla passerella più sentimentale di Dalglish nel 1990, quando entrò in campo come sostituto in una squadra che aveva già matematicamente vinto il campionato.
Tuttavia, l'ultimo capitolo della sua avventura nel Merseyside è stato segnato da tensioni inaspettate e un clima di rottura con la nuova gestione tecnica guidata da Arne Slot. Nonostante una carriera caratterizzata da una condotta professionale esemplare, Salah ha vissuto una stagione finale turbolenta, culminata in una sorta di sospensione interna che gli ha impedito di partecipare alla trasferta di Champions League contro l'Inter. Le frizioni con l'allenatore olandese sono diventate di dominio pubblico quando il calciatore ha dichiarato apertamente di sentirsi "gettato sotto un autobus" dalla società, aggiungendo di non avere alcun tipo di rapporto personale con il tecnico. Queste dichiarazioni hanno incrinato un legame che sembrava indissolubile, trasformando quello che doveva essere un lungo addio celebrativo in un percorso a ostacoli mediatico e diplomatico.
Le polemiche non si sono placate nemmeno nelle ultime settimane, specialmente dopo la sconfitta per 4-2 subita contro l'Aston Villa. All'indomani del match, Salah ha affidato ai social network un duro sfogo, definendo la squadra "in fase di sgretolamento" proprio mentre il Liverpool lotta strenuamente per assicurarsi la qualificazione alla prossima Champions League. Nonostante questi attacchi diretti, Arne Slot ha scelto la via della diplomazia e della dignità professionale, evitando lo scontro frontale nelle conferenze stampa ufficiali. Il tecnico ha ribadito che sia lui che Mo condividono lo stesso interesse superiore, ovvero il bene del club, preferendo ricordare l'egiziano per le prestazioni inarrestabili fornite nella prima parte della stagione piuttosto che per le recenti divergenze. Domenica prossima, il pubblico di Anfield tributerà l'ultimo saluto al suo Re, cercando di dimenticare le amarezze contrattuali per celebrare un uomo che ha segnato un'epoca d'oro.