L'attesa è finalmente finita per il nord di Londra. Dopo ventidue lunghi anni di digiuno, l'Arsenal è tornato a sollevare il trofeo della Premier League, scatenando una gioia incontenibile che ha travolto l'intera capitale inglese. Il verdetto definitivo è arrivato nella serata di martedì, quando il Manchester City di Pep Guardiola non è andato oltre l'1-1 sul campo del Bournemouth. Questo pareggio ha reso matematicamente irraggiungibile la squadra di Mikel Arteta, che il giorno precedente aveva fatto il proprio dovere superando il Burnley per 1-0. I giocatori, lo staff tecnico e l'allenatore si erano riuniti nel centro sportivo di Colney per seguire insieme le sorti dei rivali, esplodendo in un urlo liberatorio al triplice fischio che ha sancito la fine dell'egemonia dei Citizens.
La festa, iniziata timidamente negli spogliatoi del centro d'allenamento, si è rapidamente spostata verso l'Emirates Stadium, diventato il cuore pulsante delle celebrazioni notturne. Nonostante l'ora tarda, migliaia di tifosi si sono riversati nelle strade circostanti lo stadio per accogliere i propri beniamini, accompagnati da leggende del club come Ian Wright, visibilmente commosso per il traguardo raggiunto. Verso le cinque del mattino, le telecamere dei presenti hanno immortalato l'arrivo di colonne portanti della squadra come Declan Rice e Bukayo Saka, ancora visibilmente su di giri per l'impresa compiuta. I calciatori hanno voluto condividere questo momento storico con la propria gente, trasformando l'alba londinese in un carnevale biancorosso che ha segnato l'inizio di una nuova era per i Gunners.
Sui social media, i protagonisti del trionfo non hanno perso l'occasione per rispondere a chi, durante la stagione, aveva dubitato della loro tenuta mentale. Declan Rice ha pubblicato una foto emblematica con i compagni, accompagnata dalla didascalia: "Ve l'avevo detto a tutti... è fatta", seguita dalle emoji del trofeo e di un cuore. Ancora più espliciti sono stati Bukayo Saka e il giovane Myles Lewis-Skelly, che hanno ironizzato sull'etichetta di perdenti che spesso veniva affibbiata alla squadra nei momenti di difficoltà. Tenendo in mano una bottiglia di champagne, Lewis-Skelly ha dichiarato scherzosamente che, mentre molti li accusavano di crollare sul più bello, ora erano loro a tenere in mano la bottiglia della vittoria. Questo siparietto fa riferimento a un video virale di un tifoso del City che, mesi fa, derideva l'Arsenal suggerendo che avrebbero sprecato il vantaggio in classifica.
Tra i presenti ai festeggiamenti sono stati avvistati anche Jurrien Timber ed Eberechi Eze, con quest'ultimo che ha postato un'immagine significativa portando il dito alle labbra davanti all'Emirates, un chiaro invito al silenzio rivolto ai detrattori. La vittoria del titolo non rappresenta solo un traguardo sportivo, ma la chiusura di un cerchio aperto dai tempi degli Invincibili di Arsène Wenger nella stagione 2003/2004. Ora la squadra di Arteta non ha intenzione di fermarsi, puntando con decisione a uno storico accoppiamento di titoli che includerebbe anche la Champions League. La mentalità vincente portata dal tecnico spagnolo ha trasformato un gruppo giovane in una macchina da guerra capace di resistere alla pressione e di riportare l'Arsenal nell'élite assoluta del calcio mondiale, riscrivendo la gerarchia della Premier League.