L'attesa è finalmente terminata: dopo ventidue lunghi anni di digiuno, l'Arsenal è ufficialmente campione d'Inghilterra. Il verdetto definitivo è arrivato direttamente dalla costa meridionale, dove il Bournemouth ha saputo resistere all'assalto finale del Manchester City, consegnando matematicamente il titolo ai Gunners di Mikel Arteta. La festa nel nord di Londra può finalmente esplodere, celebrando un traguardo storico che mancava dai tempi leggendari degli Invincibili. Mentre l'Arsenal sale sul trono, si chiude contemporaneamente un'epoca d'oro per il calcio britannico, segnata dal decennio di dominio quasi incontrastato dei Citizens, che quest'anno devono accontentarsi di un finale di stagione amaro e privo della gloria sperata.

Il protagonista assoluto della serata è stato Eli Junior Kroupi, il cui gol è già entrato di diritto nella mitologia dell'Arsenal pur non indossandone la maglia. La sua rete ha gelato le ambizioni di rimonta del Manchester City, che ha faticato a trovare il ritmo giusto per tutta la durata dell'incontro al Vitality Stadium. Nonostante il pareggio siglato nel finale dal solito Erling Haaland, la reazione della squadra di Pep Guardiola è stata tardiva e insufficiente per ribaltare le sorti del campionato. Il City è apparso contratto e insolitamente fragile, forse distratto dalle notizie dirompenti trapelate nelle ultime ore riguardo ai cambiamenti radicali che attendono la società, non riuscendo a scardinare l'organizzazione difensiva di un Bournemouth in stato di grazia.

Per Pep Guardiola si tratta di un addio venato di malinconia: dopo dieci anni di successi straordinari e innovazioni tattiche, il tecnico catalano lascerà Manchester con un bilancio che, per i suoi standard elevatissimi, appare quasi deludente, avendo conquistato solo due coppe nazionali in questa stagione. Non ci sarà alcuna celebrazione per il triplete lunedì alla Co-op Arena, ma solo un saluto commosso a un allenatore che ha riscritto la storia del club. Guardiola ha cercato di minimizzare l'impatto delle voci sul suo futuro, dichiarando nel pre-partita che le notizie circolate avrebbero avuto un effetto "assolutamente nullo" sulla prestazione della squadra, ma il campo ha mostrato un gruppo che sembra aver esaurito la sua spinta propulsiva proprio sul più bello.

Parallelamente alla festa dell'Arsenal, il Bournemouth di Andoni Iraola celebra un traguardo senza precedenti: la prima qualificazione europea della sua storia. Il tecnico spagnolo, che ha mantenuto il massimo riserbo sulle sue prossime mosse professionali, è stato salutato con un'ovazione dai tifosi dopo tre stagioni di calcio coraggioso e spettacolare. La squadra ha dimostrato una determinazione feroce, nonostante l'assenza dello squalificato Ryan Christie, con Tyler Adams che ha dominato il centrocampo nel duello contro Mateo Kovacic. Le scelte tattiche di Guardiola, come l'inserimento a sorpresa del veterano croato che aveva collezionato pochissimi minuti in questa Premier League, non hanno prodotto i frutti sperati, lasciando spazio ai nuovi innesti come Gianluigi Donnarumma e Khusanov che costituiranno la base per il futuro, probabilmente sotto la guida di Enzo Maresca.