Una sconfitta che brucia quella subita dal Chelsea in casa contro il Newcastle. I Magpies si impongono 1-0 a Stamford Bridge grazie alla rete di Anthony Gordon, infliggendo un colpo durissimo alle ambizioni europee della squadra di Liam Rosenior, che sperava di risalire in terza posizione.

Il gol decisivo arriva al 18esimo minuto, quando Newcastle colpisce con la classica velocità della transizione difensiva. Tino Livramento piazza un passaggio illuminante che apre le difese dei Blues, Joe Willock si inserisce con tempismo perfetto e salta il capitano Reece James senza difficoltà. Sanchez è costretto a uscire e Gordon, con un gesto nonchalant, deposita il pallone in rete. È l'unica occasione concreta dei Magpies, ma basta e avanza.

Il Chelsea non sa cosa fare del dominio territoriale conquistato. Nel primo tempo i padroni di casa sfiorano il vantaggio più volte: Wesley Fofana di testa manda alto di poco, James spara oltre la traversa dopo aver celebrato il suo nuovo contratto da sei anni. Cole Palmer non inquadra da buona posizione, mentre Enzo Fernández centra il palo della traversa con una conclusione che pareva destinata al gol. Nulla di concreto però, solo una serie di occasioni sprecate che fotografa perfettamente la serata deludente dei Blues. Newcastle resta pericoloso in contropiede: Willock costringe Sanchez a un intervento d'istinto nella ripresa, mentre al Ponte Arena non mancano i sussurri di disapprovazione del pubblico.

Questo risultato complica seriamente la rotta europea del Chelsea, che ora insegue Aston Villa e Manchester United con tre lunghezze di ritardo. Una settimana da incubo per i Blues, già umiliati dal Paris Saint-Germain che li ha travolti 5-0 in Champions League in settimana, eliminandoli praticamente dalla competizione. La disattenzione che costò caro quella sera a Parigi si è ripresentata a Londra, con conseguenze ugualmente pesanti.

Rosenior aveva costruito l'occasione giusta per agganciare la terza piazza, ma il Newcastle ha dimostrato di saper colpire quando conta davvero. Il possesso palla, senza lucidità offensiva, non basta: il Chelsea ne ha fatta una lezione amara, confermando i cronici problemi di concretezza che lo stanno allontanando dalla zona Champions.