Il clima in casa Liverpool si fa incandescente proprio in vista del sipario finale della stagione 2025/2026. Mohamed Salah, simbolo indiscusso dell'ultimo decennio ad Anfield, si appresta a salutare il club, ma il suo addio è accompagnato da una scia di polemiche che rischia di macchiarne l'eredità sportiva. Dopo la pesante sconfitta per 4-2 subita contro l'Aston Villa, l'attaccante egiziano ha affidato ai social network un messaggio al veleno, invocando il ritorno a quel "calcio heavy metal" che ha caratterizzato l'era di Jurgen Klopp. Queste parole sono state interpretate come una critica aperta e frontale nei confronti dell'attuale tecnico Arne Slot, con il quale il rapporto sembra ormai irrimediabilmente compromesso da diversi mesi.
Sulla questione è intervenuto con estrema durezza Wayne Rooney, leggenda del calcio inglese, che durante il suo programma televisivo sulla BBC ha etichettato il comportamento di Salah come "triste ed egoista". L'ex capitano del Manchester United non ha usato giri di parole per condannare l'atteggiamento della stella dei Reds, sottolineando come sia del tutto fuori luogo lanciare frecciate pubbliche all'allenatore proprio nel momento del commiato finale. Secondo Rooney, la richiesta di Salah di tornare a un gioco ad alta intensità è paradossale, poiché ritiene che il trentatreenne non abbia più la freschezza atletica necessaria per sostenere quei ritmi. "Penso che le sue gambe non reggano più quel tipo di calcio frenetico", ha dichiarato Rooney, evidenziando un declino fisico che renderebbe le pretese tattiche del giocatore del tutto anacronistiche.
Per rafforzare la sua posizione, Rooney ha richiamato un episodio personale vissuto sotto la guida di Sir Alex Ferguson al Manchester United. Ha ricordato come, a causa di un diverbio e di una rottura nel rapporto, il leggendario tecnico scozzese decise di escluderlo dai convocati proprio per la sua ultima partita a Old Trafford. Rooney vede una dinamica simile oggi ad Anfield e accusa Salah di aver "lanciato una granata" nello spogliatoio, dichiarando pubblicamente di non avere fiducia nel lavoro di Arne Slot. Questo gesto, secondo l'ex attaccante, non solo manca di rispetto alla guida tecnica, ma mette in una posizione estremamente scomoda anche i compagni di squadra che rimarranno a Liverpool nella prossima stagione e che dovranno gestire le macerie di questa spaccatura interna.
La crisi tra Salah e Slot non è un fulmine a ciel sereno, ma l'apice di un logoramento iniziato già prima di Natale, quando l'allenatore olandese aveva iniziato a escludere l'egiziano dai titolari a causa di una serie di prestazioni deludenti. Già a dicembre, il calciatore aveva ammesso che il legame con il tecnico si era spezzato, preludio all'annuncio ufficiale del suo addio estivo. Con la qualificazione in Champions League ormai sfumata a favore dell'Aston Villa, l'ultima sfida di campionato contro il Brentford avrebbe dovuto essere una passerella d'onore per Salah. Tuttavia, Rooney suggerisce una linea di massima fermezza: "Se fossi in Slot, non lo vorrei nemmeno vicino allo stadio per l'ultima partita". Resta ora da vedere se la società sceglierà la via del perdono per celebrare la storia del giocatore o se sposerà la linea dura invocata da Rooney per tutelare l'autorità dell'allenatore.
Il finale di stagione del Liverpool si sta trasformando in un vero e proprio incubo sportivo e gestionale, con la squadra che sembra aver perso la bussola proprio nel momento cruciale. La transizione dall'epopea di Klopp alla nuova gestione di Slot si è rivelata più tortuosa del previsto, con il gruppo che è letteralmente crollato sotto il peso delle aspettative. L'addio di Salah, che con la maglia dei Reds ha infranto ogni record realizzativo, avrebbe meritato una narrazione diversa, fatta di gratitudine e applausi scroscianti. Invece, il muro contro muro mediatico tra la stella polare dell'attacco e la panchina sta oscurando i successi del passato, lasciando i tifosi divisi tra la riconoscenza per il campione e la necessità di sostenere un progetto tecnico che, dalla prossima stagione, dovrà necessariamente ripartire da zero con basi di disciplina e unità d'intenti.