Oscar Hiljemark si presenta carico di consapevolezza alla conferenza stampa pre-partita, in vista della sfida di domani contro il Cagliari. Il tecnico svedese del Pisa non ignora il periodo complicato che sta attraversando la squadra, ma rimane concentrato sugli aspetti che può controllare e sulla reazione che i ragazzi hanno dimostrato negli ultimi giorni di lavoro.
«I primi giorni dopo la sconfitta sono stati pesanti per chiunque», ammette senza giri di parole Hiljemark. «Psicologicamente è difficile, ma è normale quando subisci un ko così. Quello che mi è piaciuto è come il gruppo ha risposto in settimana: gli allenamenti sono stati di buona qualità e voglio che questo si traduca in una prestazione solida per tutti i novanta minuti. Nella gara precedente avevamo fatto cose positive nei primi cinquanta minuti, poi abbiamo commesso errori che non possiamo permetterci a questo livello».
Sulla questione della pressione personale e del suo futuro sulla panchina nerazzurra, Hiljemark sceglie di deviare il discorso verso l'interesse collettivo: «Non penso alla mia situazione, perché in questo momento quello che conta veramente è il Pisa. Sono qui da soltanto cinque partite e conosco bene i miei margini di miglioramento. Il mio lavoro è fare il meglio possibile e preparare nel migliore dei modi la partita di domani».
L'allenatore rilancia poi sulla questione dell'orgoglio, tema caro al difensore Calabresi che aveva parlato di responsabilità dopo il ko torinese. «È fondamentale recuperare dignità prima di tutto per noi stessi, ma anche per i colori che indossiamo e per la città», spiega Hiljemark. «Ne parliamo ogni giorno in spogliatoio perché sappiamo cosa rappresenta il Pisa. Dobbiamo dimostrarlo in campo, non a parole».
Aspetto tattico della conferenza: il tecnico è stato interrogato sulla possibilità di dare spazio a elementi come Tramoni, finora meno utilizzati. Hiljemark ribadisce la massima apertura verso tutti gli effettivi disponibili, ricordando tuttavia che le scelte rimangono legate alle esigenze della partita e alla forma. «Considero sempre quello che tutti possono darmi. Chi ha giocato bene di recente non ha garanzie automatiche, perché il calcio cambia in base all'avversario e a ciò di cui la squadra ha bisogno. Tramoni conosce perfettamente quello che gli chiedo: se lo dimostra negli allenamenti avrà le sue opportunità, come tutti gli altri del gruppo».














