Rayan Cherki continua a sorprendere al Manchester City, e il rapporto con Pep Guardiola rappresenta uno degli elementi chiave del suo percorso in Inghilterra. L'esterno offensivo francese, intervistato da France Football, ha tracciato un quadro tutt'altro che conflittuale con il tecnico catalano, smentendo ogni possibile frizione.
"Guardiola può sembrare più severo rispetto ad altri allenatori, è vero", ha spiegato Cherki. "Ma ha un amore genuino per tutti i suoi giocatori. Tra noi il rapporto è solido, ridiamo spesso insieme e comunichiamo in modo costante. Certo, mi chiede molto e io faccio lo stesso con lui. Per me è fondamentale avere questa dinamica".
L'ex talento del Lione ha affrontato anche il capitolo più delicato della sua carriera: le numerose critiche ricevute in Francia, che lo avevano etichettato come un calciatore difficile da gestire. "Mi hanno caricato di etichette spesso completamente ingiuste", ha sottolineato con una punta di amarezza. "Il calcio è strano: quando sei in difficoltà ti demoliscono, ma quando ricominci a brillare improvvisamente non parlano più di te. Questo atteggiamento mi motiva ancora di più".
Cherki ha ripercorso anche gli anni più giovani della sua carriera, quando le critiche erano ancora più taglienti. "A quindici anni inventavano storie su di me, mi attaccavano perché alzavo le braccia, perché tentavo un dribbling in più. Ma io chiedo: dove erano queste persone quando avevano la mia età? Chi non ha commesso errori a sedici anni?" Una riflessione che sottolinea come il calciatore abbia trasformato le difficoltà passate in consapevolezza e determinazione nel presente.



