Marco Silva non cerca scuse dopo il tonfo del suo Fulham nella FA Cup. Il tecnico portoghese, interrogato dopo l'eliminazione casalinga per mano del Southampton (sconfitta 1-0 con gol su rigore di Ross Stewart al 90'+), riconosce pienamente il diritto dei supporters a manifestare il proprio disappunto con fischi e proteste al termine della partita.

La débâcle britannica rappresenta il secondo colpo duro in pochi giorni per i Cottagers, arrivato dopo una sconfitta casalinga anche in Premier League contro il West Ham, una squadra attualmente in lotta per la salvezza. È comprensibile quindi la delusione e la rabbia del pubblico dello stadio.

"Non sono preoccupato per la fiducia dei tifosi," ha dichiarato Silva in conferenza stampa. "Il rapporto che abbiamo costruito e quello che abbiamo fatto in questo club è evidente, l'ambizione è sempre presente. Ma quando perdi contro il Southampton tra le mura amiche, non puoi aspettarti applausi o ovazioni. I fischi sono il minimo che potevi avere." Il manager ha voluto anche sottolineare come in altri paesi europei le conseguenze per una simile prestazione sarebbero state ben più severe.

Ciò che emerge è un Silva consapevole e quasi solidale con la frustrazione dei tifosi. "Credo che meritiamo i fischi," ha proseguito. "Non è una questione di fiducia o mancanza di essa. È semplicemente la frustrazione del momento. Se fossi stato in tribuna, probabilmente avrei fatto lo stesso." Un atteggiamento di umiltà e autocritica che contrasta con la ricerca di alibi.

Ora il Fulham ha l'occasione di riscattarsi domenica quando farà visita al Nottingham Forest, un'altra squadra in difficoltà nella massima serie inglese. Silva avrà bisogno di risultati concreti per riconquistare il supporto del suo pubblico e provare a salvare una stagione che sta diventando sempre più complicata.