Nemanja Matic torna a parlare della sua esperienza alla Roma con toni critici nei confronti della società giallorossa. In una conversazione con la Gazzetta dello Sport, il veterano centrocampista ora in forza al Sassuolo ha ripercorso il momento della sua partenza dall'Olimpico, rivelando le vere motivazioni dietro quella decisione.
Quando gli viene chiesto se porta nel cuore anche l'esperienza romana, Matic non nasconde l'affetto per i tifosi e lo stadio: «Amo i sostenitori giallorossi che meriterebbero molto più di quello che gli viene offerto. Lo stadio è sempre stracolmo e si sente la passione. Dovrebbero avere l'opportunità di combattere per lo scudetto ogni stagione, invece da anni non accade. È come se qualcosa impedisse la crescita della squadra». Poi arriva la stoccata: «Io ho lasciato il club esclusivamente per la mancanza di considerazione dimostrata dai dirigenti. Mi avevano assicurato cose che non si sono realizzate. Troppi rinvii quando si trattava di discutere di rinnovo. Era una questione di principio: non ero più un ragazzo alle prime armi. A Roma affrontavano tutto con contratti annuali, così ho optato per progetti diversi».
Sulla gestione dei giovani calciatori moderni, Matic nota un cambiamento sostanziale rispetto ai tempi in cui era ai suoi inizi: «I social media hanno stravolto tutto. Per i ragazzi di oggi è molto più complicato: chiunque si sente giornalista, apre un canale YouTube e formula giudizi senza avere le competenze necessarie. È difficile mantenere la concentrazione e stare sereni. Quando ero ventenne, leggevo il giornale alla ricerca della pagella. Parlavano di me in due o tre posti. Fine della storia. Adesso ognuno pubblica quello che vuole, e il problema è che i calciatori lo vedono. Su una testata prendi un voto altissimo, su un'altra bassissimo, e non comprendi come sia possibile».
Per quanto riguarda il passaggio al Sassuolo, Matic descrive un processo convincente: «Mi hanno organizzato un incontro importante a Milano con Giovanni Carnevali e Fabio Grosso. Mi hanno illustrato come opera il club, sottolineando l'importanza che rivestono i giovani talenti nel progetto. Ho visitato il centro di allenamento che è davvero magnifico: per me è determinante avere un impianto dove mi piace lavorare. Inoltre, stare circondato da tanti ragazzi promettenti mi consente di essere prezioso per la loro crescita».
Matić ha anche ripercorso i suoi incontri con José Mourinho, che ha allenato sia al Chelsea che al Manchester United e infine alla Roma: «Con José mi sono trovato benissimo ovunque, ma a Roma era più rilassato rispetto ad altre fasi della sua carriera. È un personaggio straordinario e ha compreso che le generazioni attuali sono diverse dalla mia». Sulle difficoltà iniziali di adattamento con Antonio Conte ai tempi del Manchester United, il serbo conclude: «È andato magnificamente. Un grande tecnico e una grande persona. Inizialmente voleva fare doppi allenamenti, cosa non usuale in Inghilterra, però trovammo un compromesso e vincemmo la Premier League».













