Maurizio Arrivabene torna a parlare della sua avventura alla Juventus e dello scenario futuro in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. L'ex amministratore delegato bianconero, che ha rassegnato le dimissioni in seguito all'inchiesta su plusvalenze e manovre stipendi, non ha dubbi riguardo il futuro della società: John Elkann non abbandonerà il progetto juventino. «Elkann garantisce tutte le risorse economiche possibili e non cederà la Juventus, a maggior ragione dopo le recenti dichiarazioni. Per lui rappresenta un asset che va al di là del semplice business», ha spiegato Arrivabene.

L'ex dirigente mantiene un legame affettuoso con l'ambiente bianconero e in particolare con Dusan Vlahovic, il cui acquisto resta uno dei momenti più significativi della sua gestione. «Era l'operazione necessaria, autorizzata dal Consiglio di amministrazione. Resto fiero di Vlahovic», ha dichiarato Arrivabene, aggiungendo paragoni lusinghieri per il bomber serbo: «Dusan ricorda Verstappen per la determinazione e Leclerc per la tenacia e l'umanità». Il dirigente mantiene ancora contatti frequenti con il giocatore per trasmettergli supporto e carica.

Arrivabene ha anche sottolineato il valore dei calciatori acquisiti durante il suo mandato che oggi militano nella Nazionale di Spalletti, come Locatelli, Bremer e Gatti. Riguardo la pressione gestionale nei diversi contesti, ha riflettuto sulle differenze tra Juventus e Ferrari: in Italia entrambe le maglie pesano equamente, ma all'estero il marchio rosso della Ferrari esercita un'attrazione ancora maggiore, paragonabile a quella della Nazionale italiana.

Riguardo al futuro, Arrivabene non ha dubbi: la Formula 1 lo chiama più del calcio. «Mi manca essere operativo e in prima linea, come quando ero team principal della Ferrari. Alla Juventus avevo un ruolo più dirigenziale», ha spiegato. L'ex AD ha poi chiarito che non lascerebbe l'Italia per molti soldi: «Ferrari o niente. Tuttavia Vasseur, attuale team principal, gode della mia stima e la scuderia ha bisogno solo del mio tifo».

Per quanto riguarda l'inchiesta che lo ha coinvolto nel 2022, Arrivabene ha manifestato principalmente risentimento verso il fatto che fossero state messe in dubbio la sua integrità e la sua etica professionale. «Ho sempre creduto nella giustizia e gli eventi mi hanno dato ragione», ha concluso con consapevolezza.