L'ultima recita stagionale tra le mura amiche dell'Allianz Stadium contro la Fiorentina non rappresenta soltanto il congedo dai propri tifosi per quest'anno, ma segna l'inizio di una profonda metamorfosi tecnica e societaria per la Juventus. Luciano Spalletti, alla guida di un progetto che punta a riportare la Vecchia Signora ai vertici assoluti del calcio italiano ed europeo, ha già tracciato una linea netta tra chi farà parte del futuro e chi, invece, dovrà cercare fortuna altrove. La dirigenza bianconera, coordinata dall'amministratore delegato Damien Comolli, sta lavorando alacremente per sfoltire una rosa che ha mostrato lacune evidenti, cercando di bilanciare le esigenze di bilancio con la necessità di alzare sensibilmente il livello qualitativo della squadra in vista della prossima stagione.

Tra i partenti certi spicca il nome di Filip Kostic, il cui legame con il club torinese è ormai giunto al capolinea naturale a causa della scadenza imminente del contratto e di un ingaggio considerato non più sostenibile per i nuovi parametri societari. Molto più complessa è la situazione legata a Lois Openda: l'attaccante belga, arrivato con grandi aspettative per una cifra complessiva vicina ai 44 milioni di euro, ha vissuto una stagione estremamente deludente siglando appena due reti complessive. Per evitare una pesante minusvalenza che graverebbe sui conti del club, la Juventus sta valutando la formula del prestito con diritto di riscatto, sperando in un suo rilancio in un altro campionato che possa restituirgli il valore di mercato perduto negli ultimi mesi.

Una delle novità più clamorose riguarda però la difesa della porta bianconera, dove si profila un avvicendamento di caratura internazionale che potrebbe cambiare gli equilibri del reparto. Damien Comolli starebbe infatti spingendo con forza per portare a Torino Alisson Becker, l'estremo difensore del Liverpool che ritroverebbe volentieri Spalletti dopo i trascorsi comuni in passato. Questo ambizioso movimento di mercato metterebbe inevitabilmente alla porta Michele Di Gregorio, il quale potrebbe compiere il percorso inverso trasferendosi proprio ad Anfield per iniziare una nuova avventura in Premier League. Si tratterebbe di un'operazione strategica volta a garantire alla Juventus un leader carismatico tra i pali, capace di guidare la difesa con l'esperienza necessaria per affrontare le sfide più impegnative.

Non mancano le incognite che riguardano alcuni pilastri dello spogliatoio, come Federico Gatti e Teun Koopmeiners, i cui destini sembrano appesi a un filo sottile. Il difensore italiano, nonostante alcuni gol decisivi messi a segno durante l'anno, non sembra aver trovato il giusto feeling tattico con gli schemi di Spalletti e, alla soglia dei 28 anni, aspira a un ruolo da titolare inamovibile che la Juventus non sembra più intenzionata a garantirgli. Per quanto concerne l'olandese Koopmeiners, sebbene sia considerato un elemento di grande valore tattico, la società potrebbe decidere di sacrificarlo di fronte a un'offerta superiore ai 35 milioni di euro per finanziare i nuovi acquisti necessari a completare la rosa.

Infine, il piano di rinnovamento prevede anche la gestione dei giovani talenti e di quegli elementi che hanno faticato a trovare spazio o continuità fisica. Fabio Miretti cerca una piazza che gli garantisca un minutaggio costante per non arrestare il suo percorso di crescita, mentre per il gioiellino classe 2006 Adzic è già pronto un prestito formativo che gli permetta di maturare l'esperienza necessaria prima di tornare a vestire stabilmente la maglia della prima squadra. Restano forti dubbi anche sulla permanenza di Zhegrova, frenato da una preoccupante fragilità fisica, mentre Arkadiusz Milik e Juan Cabal sembrano ormai fuori dal progetto tecnico, come dimostrato dalla mancata convocazione per l'ultima sfida contro i viola.