Attilio Lombardo ha sciolto le riserve alla vigilia del suo esordio sulla panchina della Sampdoria. Il tecnico, che subentra agli esonerati Angelo Gregucci e Salvatore Foti, si presenta con grande determinazione e consapevolezza della situazione delicata in cui versa il club ligure, ancora una volta invischiato nella lotta per non retrocedere.

«Abbiamo ancora nove partite a disposizione per salvarci: non voglio nemmeno pensare ai playout» ha dichiarato Lombardo in conferenza stampa. «Queste gare possono bastare per raggiungere il nostro obiettivo, ma serve davvero crederci fino in fondo. Non mi interessa fare confronti con quanto accaduto nella stagione precedente».

Lombardy ammette l'importanza emotiva dell'incarico ricevuto: «L'emozione è davvero molto forte. Allenare la squadra del cuore significa avere una responsabilità enorme: sento come se tornassi al primo giorno di scuola, anche se ora la situazione è tremendamente più complicata». Il sessantenne ha iniziato il suo cammino nella società genovese alla sinistra di ventitré anni e conosce a fondo l'ambiente.

Domani i blucerchiati affronteranno il Venezia primo in classifica. Il tecnico rispetta fortemente l'avversario e il suo allenatore Stroppa: «Lo conosco bene, è un allenatore di gran valore. Abbiamo costruito le nostre idee calcistiche seguendo percorsi praticamente simili. Affrontiamo una compagine forte che ci metterà in difficoltà, ma siamo pronti a competere».

Sulla necessità di spingere i tifosi verso la squadra, Lombardo tiene un atteggiamento sobrio: «Non faccio appelli particolari. A sessant'anni, dopo trentasette da qui, conosco bene questa gente: so che ci sosterranno se vedranno che daremo tutto sul campo. Questo deve essere il nostro unico obiettivo: impegno totale in ogni azione».