Il Tottenham si trova in una delle situazioni più critiche della sua storia recente e Igor Tudor, assunto come allenatore ad interim lo scorso 14 febbraio, non usa giri di parole per scuotere l'ambiente. Il tecnico croato di 47 anni ha affrontato con durezza il momento drammatico, mettendo i calciatori spurs di fronte a una scelta netta: reagire con forza oppure soccombere alle difficoltà.
Dopo quattro sconfitte consecutive - tre delle quali in Premier League - il Tottenham ha toccato il fondo martedì con la disfatta 5-2 contro l'Atletico Madrid in Champions League, una gara che ha visto gli spurs capitolare sotto i colpi avversari già nei primi 22 minuti. Il risultato catastrofico ha portato la squadra a soli tre punti dal fondo della classifica, con lo spettro della retrocessione che per la prima volta dal 1977 minaccia concretamente un club della massima serie inglese.
Durante la conferenza stampa di venerdì, Tudor ha ribadito il suo messaggio ai giocatori con termini che non lasciano spazio a interpretazioni: "Potete scegliere di piangervi addosso o di combattere. Potete sentirvi vittime oppure decidere di cambiare le cose. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Qui il bicchiere è completamente vuoto, ma i momenti difficili non durano per sempre". Il tecnico ha sottolineato come la responsabilità ricada esclusivamente sulla squadra e sullo staff, rifiutando qualsiasi tentativo di giustificarsi con fattori esterni.
La sfida cruciale arriva domenica con la visita di Liverpool, i detentori del titolo. È la prova del fuoco per Tudor e per un gruppo di calciatori che non vince in Premier League dalla fine di dicembre scorso. Il presidente del club ha dichiarato di non intervenire sulla posizione dell'allenatore, lasciando dunque al tecnico il tempo di invertire la rotta. Tudor ha anche affrontato la questione del giovane portiere Antonin Kinsky, sostituito dopo soli 17 minuti dal suo debutto in Champions League martedì: il croato ha assicurato che il ragazzo giocherà ancora e che una simile situazione non si ripeterà, sottolineando come l'errore sia un'opportunità di crescita piuttosto che un fallimento definitivo.



















