Il panorama arbitrale italiano torna a tremare a causa delle recenti rivelazioni riguardanti la sfida tra Inter e Roma, un match che continua a far discutere non solo per il risultato sul campo ma soprattutto per la gestione degli episodi dubbi. Al centro della contesa c'è il contatto in area di rigore tra il difensore nerazzurro Yann Bisseck e il giallorosso Evan N'Dicka, un intervento che i vertici della Commissione Arbitri Nazionale (CAN) hanno successivamente bollato come un errore evidente. Nonostante la gravità dell'episodio, l'arbitro di campo Fabbri non concesse la massima punizione, scatenando una serie di reazioni a catena che oggi portano alla luce dettagli inquietanti su quanto accaduto nelle stanze segrete del Video Assistant Referee durante lo svolgimento della gara.
Le indiscrezioni più pesanti riguardano un presunto scontro verbale avvenuto all'interno della sala VOR tra il VAR Marco Di Bello e l'AVAR Piccinini. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, Piccinini avrebbe tentato di richiamare l'attenzione del collega per ben tre volte, segnalando la necessità di un controllo approfondito sul fallo subito da Bisseck che appariva netto sin dai primi replay. La risposta di Di Bello, tuttavia, sarebbe stata perentoria e sprezzante: "Fatti i fatti tuoi". Questa frase, se confermata ufficialmente, getterebbe un'ombra sinistra sulla collaborazione professionale tra i direttori di gara, suggerendo una gestione autoritaria e poco trasparente dei momenti critici, in netto contrasto con lo spirito di cooperazione che dovrebbe caratterizzare l'utilizzo della tecnologia a supporto del calcio moderno.
La vicenda si arricchisce ulteriormente con le denunce dell'ex assistente Rocca, il quale ha sollevato dubbi sulla disparità di trattamento tra diverse partite di Serie A attraverso una lettera formale. Rocca ha evidenziato come in altre occasioni, citando ad esempio il match tra Udinese e Parma, i vertici arbitrali come Rocchi siano intervenuti prontamente per correggere le decisioni sul campo, mentre nel caso di Inter-Roma il supervisore di giornata, Gervasoni, sarebbe rimasto in silenzio nonostante l'evidenza del fallo. Questa presunta inerzia solleva interrogativi pesanti sulla coerenza dei protocolli e sulla gestione delle gerarchie interne all'Associazione Italiana Arbitri, alimentando il sospetto che non tutti gli episodi vengano valutati con lo stesso metro di giudizio o con la medesima solerzia comunicativa.
Sebbene la partita tra nerazzurri e giallorossi non rientri ufficialmente tra i cinque incontri attualmente sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Milano, il clima di tensione attorno alla classe arbitrale rimane altissimo. Negli ultimi mesi, circa trenta tra arbitri, assistenti e addetti al VAR sono stati ascoltati dagli inquirenti per fare luce su possibili irregolarità o comportamenti non etici all'interno della categoria. La posizione di Gervasoni, attualmente citato principalmente per una gara di Serie B tra Salernitana e Modena, rimane al centro delle attenzioni mediatiche, mentre il mondo del calcio attende di capire se le testimonianze di Di Bello e Piccinini porteranno a nuove verità. In un campionato dove ogni punto può valere lo scudetto o la qualificazione in Champions League, la trasparenza delle decisioni arbitrali diventa un pilastro fondamentale per la credibilità dell'intero sistema sportivo nazionale.

















