L'ala del Chelsea Pedro Neto si ritrova al centro di un procedimento disciplinare della UEFA in seguito a un episodio controverso accaduto durante la partita di mercoledì sera contro il Paris Saint-Germain, terminata con una pesante sconfitta dei Blues per 5-2. Nel finale di gara, il calciatore portoghese ha spinto violentemente un giovane raccattapalle al suolo mentre cercava di recuperare il pallone in fretta, creando un momento di tensione tra i giocatori delle due squadre.

Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla UEFA, sono stati avviati procedimenti disciplinari contro il calciatore portoghese sulla base dell'articolo 15, comma 1, lettera a, punto v del Regolamento Disciplinare dell'organismo europeo, per accusa di condotta antisportiva. L'organo disciplinare della UEFA si pronuncerà sulla vicenda nel corso dei prossimi giorni. In campo, l'episodio non è stato sanzionato con un cartellino rosso diretto: l'arbitro ha consentito il proseguimento della partita e neanche il VAR ha ritenuto necessario intervenire per espellere il giocatore.

Neto, consapevole della gravità del suo gesto, ha immediatamente cercato di rimediare nel corso della stessa partita. Il calciatore ha raggiunto il raccattapalle negli istanti successivi all'accaduto per scusarsi personalmente e gli ha donato la sua maglia, gesto che sembra aver placato gli animi della giovane vittima dell'episodio. Durante l'intervista post-partita rilasciata ai microfoni di TNT Sports, l'esterno offensivo non ha cercato di giustificare l'accaduto, assumendosi piena responsabilità del comportamento tenuto in campo.

"Desidero presentare le mie scuse al raccattapalle. Ho già parlato con lui personalmente", ha dichiarato Neto. "Nel calore della competizione, con la squadra in svantaggio, avevo fretta di recuperare il pallone. Lui stava trattenendo il pallone e io gli ho dato una spinta. Mi sono subito reso conto di avergli fatto male e sono andato a chiedergli perdono. Purtroppo non avrebbe dovuto accadere e mi dispiace enormemente". Il giocatore ha sottolineato come il giovane raccattapalle non abbia poi serbato rancore, dato che al termine della partita sono rimasti a parlare e il ragazzo ha riso nel ricevere la maglia autografata.

Neto ha continuato spiegando come le emozioni di una partita, soprattutto quando i risultati vanno male, possono portare a reazioni istintive che non rispecchiano il proprio carattere reale. "Ho chiesto scusa almeno 35 volte. Sono davvero dispiaciuto. È stato un istante di perdita di controllo dettato dalle tensioni del gioco", ha concluso. Anche il suo compagno di squadra Vitinha ha cercato di rassicurare il raccattapalle dichiarando che Neto non è normalmente una persona violenta.