Il Parma si prepara al delicato impegno contro il Torino in una fase particolarmente positiva della propria stagione. I ducali affronteranno l'anticipo della 29ª giornata di Serie A forti di un mini-ciclo straordinario: tre vittorie e due pareggi nelle ultime cinque giornate hanno permesso ai gialloblù di allontanarsi dalla zona pericoli e recuperare fiducia. Dato ancora più confortante è quello della fase difensiva, con appena due gol incassati in questo periodo, segnale di una ritrovata compattezza che potrebbe essere determinante per la salvezza.

Carlos Cuesta ha presentato la sfida in conferenza stampa fornendo i principali aggiornamenti sulla disponibilità dei giocatori. Rimangono indisponibili l'infortunato Bernabé e lo squalificato Almquvist, mentre il tecnico spagnolo recupera il difensore Valenti, il cui ban è terminato, e può contare su Britschgi, che torna a disposizione. Cremaschi continua a rappresentare una risorsa duttile e preziosa per il collettivo: il centrocampista, specializzatosi come quinto nel corso della preparazione, ha dimostrato una crescita costante e una mentalità esemplare, aspetti che rispecchiano il profilo dell'intero gruppo.

Riguardo alla formazione, Cuesta ha mantenuto il massimo riserbo sulla scelta tra Suzuki e Corvi, affermando che il criterio di selezione sarà sempre quello dei migliori undici disponibili per il match. L'allenatore ha ribadito che, sebbene il detto classico del calcio suggerisca di non modificare una squadra che vince, in realtà le esigenze tattiche e strategiche impongono spesso degli aggiustamenti. Tuttavia, ha sottolineato come l'identità complessiva del Parma debba rimanere invariata: il principio del gioco deve basarsi su centrocampisti capaci di disputare numerosi duelli fisici, di costruire il gioco in transizione e di garantire una copertura degli spazi puntuale e consapevole.

Cuesta ha anche affrontato il tema dei centrocampisti, in particolare commentando il rendimento di Nicolussi Caviglia. Pur riconoscendo che la palla filtrante rappresenta uno dei punti forti del giocatore, l'allenatore ha ammesso che finora il Parma non è riuscito a sfruttare appieno questa qualità. L'obiettivo dichiarato è trasformare la squadra in un'entità pericolosa in una molteplicità di modi di gioco, attraverso un lavoro metodico e intenso che consenta di evolvere l'offensiva gialloblù. La sfida contro il Torino rappresenterà un banco di prova per verificare se questi progressi tattici stanno concretamente realizzandosi sul campo.