Una notte da incubo per il Chelsea al Parco dei Principi. I Blues escono sconfitti 5-2 nella gara di andata degli ottavi di Champions League contro il Paris Saint-Germain, dopo aver subito un crollo verticale negli ultimi minuti della sfida. Una débâcle che complica drammaticamente le prospettive di qualificazione in vista della sfida di ritorno a Stamford Bridge la prossima settimana.

La partita era rimasta equilibrata fino al 75esimo minuto. Il Chelsea aveva mostrato carattere, rimontando due volte: prima con Malo Gusto che pareggiava il gol iniziale di Bradley Barcola, poi con Enzo Fernandez che sorprendeva il portiere parigino dopo il vantaggio di Ousmane Dembele. Ma un errore catastrofico del portiere Filip Jorgensen al 74esimo ha regalato a Vitinha il gol del sorpasso, aprendo le porte di un'ecatombe. Khvicha Kvaratskhelia ha poi affondato i colpi con due reti negli ultimi sedici minuti, spegnendo le speranze londinesi.

Nonostante la batosta, il capitano Reece James non ha intenzione di arrendersi. "I primi 75 minuti dimostravano che la partita era aperta," ha dichiarato il difensore dopo il fischio finale. "È vero, l'ultimo quarto d'ora ci è sfuggito di mano e questo non ci soddisfa. Ma stiamo parlando della Champions League, la competizione più importante del calcio mondiale. Nella storia tanti club hanno ribaltato deficit anche più pesanti di questo." James ha voluto ricordare i precedenti illustri: il PSG stesso fu vittima di un'impresa impossibile nel 2017 contro il Barcellona, quando concesse tre gol negli ultimi quattro minuti di una sfida che sembrava già decisa; il Liverpool invece ha rimontato un 0-3 contro i blaugrana nel 2019, arrivando poi a vincere l'intera coppa.

"Dobbiamo voltare pagina e guardare avanti," il messaggio del capitano blues. "La partita non è finita, anzi manca ancora tutto. Abbiamo commesso errori importanti stasera, ma il doppio confronto ci offre ancora opportunità." Una reazione d'orgoglio che contrasta con le immagini di una serata agitata, segnata anche da episodi spiacevoli: la lite verbale tra Jorgensen e Fernandez dopo un altro pasticcio del portiere, e l'incredibile spinta di Pedro Neto ai danni di un raccattapalle, per cui il giocatore ha poi chiesto scusa donando la propria maglietta al ragazzo.

Kvaratskhelia, entrato nella ripresa, ha messo in mostra il talento che rende il PSG campione europeo: prima con una splendida conclusione a giro, poi con un tap-in in pieno recupero per sigillare il passivo. Per il Chelsea l'impresa è gigantesca, ma in Champions League le sorprese appartengono alla storia della competizione.