Il Paris Saint-Germain ha demolito il Chelsea nella ripresa della sfida europea al Parc des Princes, imponendosi con un netto 4-2 che rimette sostanzialmente in cassaforte la qualificazione. A trascinare gli uomini di Luis Enrique è stato Khvicha Kvaratskhelia, il talento georgiano che ha siglato due reti e fornito un assist decisivo nel secondo tempo, ribaltando completamente l'inerzia della partita.
Per 74 minuti il match si era mantenuto equilibrato e aperto. Il Chelsea aveva giocato bene, era riuscito due volte a pareggiare sfruttando gli spazi alle spalle dei terzini parigini offensivi, e il ritmo della gara risultava vivace e coinvolgente. Poi è arrivato l'episodio decisivo: Filip Jörgensen, portiere dei Blues preferito a Robert Sánchez proprio per la presunta maggiore capacità di impostare il gioco, ha commesso un errore grossolano tentando un passaggio sotto pressione. La palla è stata intercettata dalla gamba di Bradley Barcola, che l'ha restituita a Kvaratskhelia. Da qui il georgiano ha smistato per Vitinha, il quale ha calciato in alto sopra il portiere sguarnito.
Da quel momento in poi il copione si è completamente capovolto. Nel solo arco dei 28 minuti finali in cui Kvaratskhelia è rimasto in campo, il PSG ha collezionato tre reti aggiuntive trasformandosi in una macchina devastante. Il classe 2001 ha messo a segno due gol personali, oltre a orchestrare l'azione che ha portato al terzo gol, imponendo la propria superiorità tecnica sulla retroguardia londinese. I parigini arrivano così a Londra con un vantaggio complessivo di 5-2, praticamente con il pass per le semifinali già in tasca.
Kvaratskhelia si conferma uno spettacolo per gli occhi: il suo modo di muoversi in campo, apparentemente svagato e disinvolto, nasconde una pericolosità assoluta. Con la palla al piede sembra giocare da un'altra era, da un decennio passato, capace di farla diventare una forma indefinita che cambia continuamente traiettoria. Le sue progressioni, i suoi dribbling, persino il modo di correre – quasi fosse un gioco piuttosto che uno sforzo agonistico – lo rendono un avversario quasi imprendibile. Con i capelli spettinati, i calzettini che non stanno mai a posto e i pantaloncini sgualciti, rappresenta un'anomalia affascinante nel calcio moderno: un virtuoso che non si prende troppo sul serio.
Per il Chelsea è una sconfitta che trasforma una prestazione complessivamente solida nei primi tre quarti in un disastro finale. L'errore di Jörgensen, per quanto grave, evidenzia anche una certa ingenuità tattica nel voler pressare alto su un centrocampista del calibro di Vitinha senza coperture adeguate. Il ritorno a Stamford Bridge di una settimana fa appare ormai una formalità, sebbene gli inglesi mantengano teoricamente una chance di rimonta. Il PSG, invece, si ritrova e ritorna a scena con la sicurezza di una squadra che ha riconosciuto il proprio potenziale.

















