Nicolò Zaniolo si racconta con sincerità dalle pagine della Gazzetta dello Sport, tracciando un bilancio della sua esperienza all'Udinese. L'esterno giallorosso arriva in Friuli lo scorso giugno in circostanze tutt'altro che semplici, quando il mercato gli aveva sostanzialmente chiuso le porte. "Nessuno mi voleva in quel momento", ammette senza giri di parole l'ex Roma, sottolineando come la fiducia della società di Udine sia stata decisiva per voltare pagina.

Il feeling con l'ambiente friulano si è rivelato immediato e positivo. Zaniolo esalta il lavoro della dirigenza bianconera, in particolare il contributo di Paolo Nani nel gestire la sua integrazione nel progetto: "Riconoscenza totale verso l'Udinese. Cercavano una soluzione al posto di Thauvin e hanno scelto di credere in me. Pozzo e Nani sanno come operare sul mercato". La città e i tifosi hanno accolto il giocatore con calore, creando le condizioni per una vera ripartenza.

Sul piano tecnico e personale, Zaniolo sottolinea un'evoluzione importante nel suo modo di interpretare il calcio. "Prima ero più esplosivo e istintivo, tendevo a fare tutto da solo. Ora ragiono di più e supporto meglio la punta, occupando gli spazi tra le linee", spiega, evidenziando una maturazione tattica conseguente anche a un cambiamento nel comportamento generale. L'atteggiamento rappresenta infatti un capitolo cruciale della sua parabola recente: "Io un bad boy? No, sono ragazzate. Qualche ritardo di troppo lo ammetto, insieme a Kean. Ero leggero, ma sono cresciuto. Siamo idoli per i bambini e dobbiamo dare esempi corretti".

Riguardo al futuro, Zaniolo preferisce concentrarsi sul presente e sul lavoro all'Udinese, senza proiezioni immediate altrove. L'eventuale chiamata del Ct Luciano Gattuso per la nazionale rimane un obiettivo dichiarato ma non ossessivo: "Se il commissario tecnico mi convocherà, sarò strafelice. Se non accadrà, continuerò a impegnarmi per meritarla". La Roma rimane una parte fondamentale della sua storia personale: "Ho comprato due case a Roma, credo che ci vivrò da grande. La città mi ha dato tantissimo e continuo a seguire la squadra".

Retro scena umano importante nella vicenda è il ruolo della moglie Sara, sposata cinque anni fa: "È la parte che ragiona in casa. Cinque anni fa ho capito che era la donna della mia vita". Un supporto fondamentale nel percorso di consapevolezza che Zaniolo sta affrontando, tanto dentro quanto fuori dal campo.