Il Bernabéu ha ospitato una vera e propria lezione di calcio. Il Real Madrid di Álvaro Arbeloa ha travolto il Manchester City di Pep Guardiola con un netto 3-0 nell'andata degli ottavi di Champions League, mettendo in mostra una solidità difensiva e una qualità tecnica che ha stupito anche gli osservatori più esperti. A portare a casa il botteggino della serata è stata la tripletta di Vinícius Júnior Valverde, autore di una prestazione sontuosa. Eppure, per almeno un'ora di gioco, è stato un altro il vero regista della supremazia madrilena.

Nello studio di CBS Golazo, Thierry Henry non ha nascosto il proprio stupore per l'accaduto. La leggenda francese, da sempre fedele al Barcellona, ha dovuto fare i conti con l'evidenza dei fatti: «Devo rendere onore al Real Madrid. Onestamente, nessuno se l'aspettava. E mi dispiace dirlo, ma complimenti loro». Henry ha sottolineato come la vittoria sia stata frutto di uno sforzo collettivo impressionante, con tutti i giocatori impegnati senza sosta sia in fase offensiva che difensiva. «È così che si vincono le partite», ha ribadito l'ex attaccante di Arsenal, rimarcando come quella maglia del Real contenga un qualcosa di speciale che trasforma gli interpreti che la indossano.

Ma c'è un altro protagonista della serata che ha conquistato l'attenzione critica di Henry: Thiago Pitarch, il ventottenne centrocampista classe 2007 che ha dettato i tempi e l'equilibrio della manovra merengue per quasi un'ora. Henry ha voluto dedicargli parole di stima: «Non sono sicuro di come pronunciare il suo nome, Pitarch, ma stasera ho seguito attentamente la sua partita. Che prestazione! Era tutto straordinario. Non so neanche cosa sia scritto su quella maglietta». Con una punta di ironia, la leggenda ha aggiunto: «Ovviamente sto scherzando quando dico che non voglio indossarla. Magari se la metto, mi aiuta a farmi ricrescere i capelli». Un complimento affettuoso e ironico che fotografa l'impressione positiva lasciata dal giovane talento sulla platea internazionale.