Nicolò Zaniolo si apre in una lunga intervista alla vigilia della sfida tra Udinese e Juventus, affrontando senza filtri i capitoli più significativi della propria carriera. Il talentuoso attaccante friulano ripercorre un percorso costellato di difficoltà fisiche e personali, ma scandito da consapevolezza e maturazione.
Sui problemi fisici che lo hanno tormentato negli anni, Zaniolo non usa mezzi termini: «Troppe cicatrici. Due interventi alle ginocchia, crociato destro e sinistro, la rottura del metatarso. È stata una lotta durissima». La carriera ha registrato conseguenze significative da questi infortuni: a Bergamo ha fatto fatica a rispondere alle richieste tattiche di Gasperini a causa dei problemi al piede, mentre alla Fiorentina ripone rimpianti più consistenti riguardo a quello che avrebbe potuto realizzare.
Sulla questione dei comportamenti immaturi del passato, l'attaccante ammette senza giri di parole: «Ragazzate, insieme a Kean. Ero superficiale». Tuttavia sottolinea una trasformazione profonda: «Sono cambiato. Rappresentiamo modelli per i ragazzi, abbiamo il dovere di essere esempi positivi». In questo percorso di maturazione, ha giocato un ruolo centrale la compagna, che descrive come la persona che "ragiona in casa", sempre presente nei momenti più critici, così come il suo agente Claudio Vigorelli.
Il capitolo Roma rimane centrale nella sua narrazione personale. Ha acquistato due abitazioni nella capitale e immagina di viverci permanentemente da grande. Riconosce il valore dell'esperienza giallorossa, sebbene non sia stato lui il protagonista della conquista della coppa nei playoff contro il Trabzonspor. Qui emerge un passaggio cruciale: «Non ho gestito bene il momento dopo l'esordio in Champions e la doppietta al Porto. Avrei dovuto mantenere equilibrio e umiltà». Francesco Totti rimane il suo mito assoluto, insieme a Kakà e a leggende come Baggio e Del Piero.
A Udine Zaniolo ha trovato una sponda salva-carriera che a giugno nessun club gli offriva. La società friulana ha creduto in lui quando era quasi isolato nel mercato. Ora il rapporto con la dirigenza, in particolare con Nani, è solido, e l'attaccante sente di essere parte di un progetto autentico. Pur avendo avuto un'esperienza positiva al Gala, culminata con una doppietta nel derby contro il Fenerbahçe e il titolo vinto, la sua attenzione è concentrata completamente sulla realtà presente: «Non penso a null'altro che stare qui. Sento fiducia e mi sento apprezzato".














