In vista del delicatissimo scontro diretto contro la Juventus, Fikayo Tomori ha rilasciato un'intervista approfondita alla Gazzetta dello Sport per fare il punto sulla stagione del Milan e sulle prospettive future del club. Il difensore inglese ha sottolineato come il recente successo ottenuto sul campo del Verona sia stato fondamentale per risollevare il morale del gruppo dopo due sconfitte consecutive che avevano minato le certezze della squadra. Secondo il centrale, la vittoria al Bentegodi ha permesso di iniziare la settimana di preparazione con uno spirito rinnovato, necessario per affrontare l'ultimo scorcio di un campionato che vede i rossoneri impegnati in una serrata lotta per un posto nell'Europa che conta. Tomori ha ammesso con onestà che durante l'anno sono stati commessi diversi errori, sia sotto il profilo dell'ordine tattico che nella qualità dei passaggi, ma ha ribadito che tali sbavature rientrano nel normale percorso di una stagione intensa.

Un passaggio cruciale dell'intervista ha riguardato il lavoro svolto con Massimiliano Allegri, focalizzato principalmente sulla ricerca di una rinnovata solidità del reparto arretrato. Il difensore ha spiegato che, fin dal suo insediamento, il tecnico ha ricordato a tutti come negli ultimi anni il Milan avesse subito troppe reti, ponendo come obiettivo primario la costruzione di una difesa impermeabile. Tomori ha evidenziato come l'allenatore sia riuscito a trasmettere ai giocatori il desiderio di soffrire e la determinazione necessaria per non concedere nulla agli avversari, elementi che sembrano aver ridato equilibrio alla compagine milanista. Il centrale si è detto estremamente soddisfatto della guida tecnica, descrivendo Allegri non solo come un professionista molto preparato, ma anche come una persona capace di creare un legame umano forte con lo spogliatoio, motivando ogni singolo elemento a dare il massimo per la vittoria.

Analizzando la prossima sfida contro la Juventus, Tomori ha mostrato grande rispetto per l'avversario, definendola una formazione di altissimo livello composta da grandi campioni. Il difensore ha rivolto un pensiero particolare ad alcuni singoli che affronterà domenica sera, citando Jeremie Boga, suo ex compagno nelle giovanili del Chelsea, di cui conosce bene l'esplosività. La minaccia bianconera non si ferma però all'ivoriano: il centrale rossonero ha messo in guardia i suoi compagni dalla qualità di talenti come Yildiz, Thuram, Conceição e Jonathan David. La consapevolezza della forza dell'avversario spinge il Milan a cercare una prestazione perfetta, con l'obiettivo di blindare la qualificazione in Champions League, traguardo che Tomori considera il presupposto fondamentale per poter ambire nuovamente alla vittoria dello Scudetto, un sogno che condivide con i pochi reduci del tricolore del 2022 come Maignan, Leao e Gabbia.

Sul fronte personale e contrattuale, il difensore ha espresso un profondo senso di appartenenza al club di Via Aldo Rossi, dove milita ormai da quasi cinque stagioni e mezzo e dove si sente pienamente a casa. Nonostante le inevitabili voci di mercato, Tomori ha chiarito di non essere distratto dalle trattative tra i suoi agenti e la dirigenza, preferendo concentrare ogni energia sulle ultime cinque partite di campionato che decideranno il destino europeo del club. Il suo legame con il Milan sembra destinato a durare: l'inglese ha dichiarato di sentirsi milanista nell'anima e guarda già al suo futuro a lungo termine. Con una laurea in Gestione Aziendale già in tasca, spera un giorno di poter collaborare con il padre nel settore dei bilanci, ma per il momento il suo unico desiderio è continuare a calcare i campi di gioco fino a 35 o 36 anni, possibilmente onorando sempre i colori rossoneri.

Infine, Tomori ha preso fermamente le difese di Rafael Leao, spesso al centro di polemiche per un rendimento considerato da alcuni al di sotto delle aspettative. Il difensore ha ricordato che la qualità del portoghese è indiscutibile e che ogni calciatore attraversa periodi in cui le giocate non riescono come vorrebbe. Ha inoltre spiegato che gli avversari, conoscendo il potenziale devastante di Rafa, ricorrono sistematicamente a raddoppi o triplicazioni di marcatura per limitarlo, rendendogli il compito molto più arduo. Definendo il compagno un grande professionista sempre pronto ad aiutare il gruppo, Tomori si è detto fiducioso che tutto il reparto offensivo possa sbloccarsi proprio nel momento del bisogno. Tornare a calcare i palcoscenici della Champions League è considerato un obiettivo troppo importante per essere fallito, sia per il prestigio internazionale del Milan che per la crescita definitiva del progetto attuale.