Il Manchester United si prepara a ospitare l'Aston Villa nella corsa agli ultimi posti Champions League, con il nuovo corso sotto la guida dell'interim Michael Carrick che sta dando risultati incoraggianti. La squadra si trova attualmente a pari punti con i Villans, entrambe appaiate a quota 51, separate solo dalla posizione in classifica. Dopo il ko interno del Villa contro il Chelsea e la sconfitta dello United a Newcastle, domenica rappresenterà un crocevia cruciale per entrambe le formazioni.
Emergono dettagli interessanti sulle scelte di mercato compiute prima dell'esonero di Ruben Amorim. L'allenatore portoghese aveva chiesto profili esperti e pronti all'uso immediato, puntando specificamente su giocatori di pedigree come Emiliano Martinez e Ollie Watkins dell'Aston Villa, rispettivamente 33 e 30 anni. Tuttavia, la dirigenza guidata da Christopher Vivell ha preferito investire su elementi giovani con prospettive di lungo periodo, optando per Senne Lammens e Benjamin Sesko. Una scelta che, col senno di poi, appare saggia: il portiere belga ha portato solidità tra i pali mentre l'attaccante sloveno sta finalmente rispondendo alle attese.
Ben diversa la situazione di Jadon Sancho, costato 73 milioni di sterline e divenuto simbolo dei problemi gestionali dei Red Devils. Il talento inglese, attualmente in prestito all'Aston Villa, non gioca per lo United da 18 mesi e sarà escluso dalla sfida di domenica a causa dei regolamenti sui prestiti. Secondo le stime della stampa britannica, il costo totale dell'operazione Sancho tocca quota 138 milioni, considerando il prezzo d'acquisto e i pesanti impegni contrattuali protratti negli anni. Un bilancio fallimentare: Sancho ha indossato la maglia del Manchester United solo 101 volte in tutto, collezionando invece 83 presenze (12 gol e 6 assist) per i suoi club in prestito, tra Borussia Dortmund, Chelsea e Aston Villa. In estate il suo contratto scadrà e lascerà il club, conclude una vicenda che testimonia le difficoltà di una delle big d'Europa.















