La serata di San Siro resterà scolpita a lungo nella memoria dei tifosi nerazzurri, testimoni di una delle rimonte più incredibili della storia recente della Coppa Italia. Dopo il pareggio a reti bianche della sfida d'andata, l'Inter guidata da Cristian Chivu ha rischiato seriamente l'eliminazione, trovandosi sotto di due reti contro un Como coraggioso e tatticamente impeccabile per oltre un'ora. La posta in palio era altissima: l'accesso alla finalissima del 2026, un traguardo che consolida il nuovo corso tecnico della squadra milanese dopo una stagione vissuta tra alti e bassi. In un'atmosfera elettrica e carica di tensione, i padroni di casa hanno dimostrato una resilienza fuori dal comune, ribaltando un destino che sembrava ormai scritto a favore della compagine lariana.

La cronaca della sfida racconta di un dominio ospite che ha ammutolito il pubblico milanese per gran parte del match. Il Como ha sbloccato il risultato al 32' grazie a un'intuizione del talentuoso trequartista Martin Baturina, capace di inserirsi con i tempi giusti e gelare la retroguardia di casa. All'inizio della ripresa, la situazione è precipitata ulteriormente per i nerazzurri quando Lucas Da Cunha ha siglato la rete del raddoppio al 48', portando i lariani sul momentaneo 0-2. Tuttavia, l'orgoglio dell'Inter è emerso prepotentemente nei venti minuti finali: Hakan Calhanoglu ha riaperto i giochi al 69' con una conclusione potente e ha trovato il clamoroso pareggio all'86'. Il sorpasso definitivo è arrivato all'89' grazie al neo entrato Petar Sucic, che ha fatto esplodere lo stadio con la rete del definitivo 3-2.

Analizzando le prestazioni individuali attraverso le pagelle dei principali quotidiani, Hakan Calhanoglu si è guadagnato un eccezionale 9, confermandosi il cuore pulsante e il leader carismatico della squadra. Il centrocampista turco non ha solo dettato i tempi della manovra con la solita precisione, ma è stato letale sia con le sue celebri conclusioni dalla distanza che con un inusuale ma efficace inserimento aereo. Altrettanto determinante è stato l'impatto di Petar Sucic, premiato con un 8 in pagella per aver fornito due assist illuminanti prima di siglare personalmente la rete della vittoria. Fondamentale è risultato anche il contributo del portiere Martinez, il cui voto 8 è giustificato da un intervento prodigioso su Diao che ha letteralmente salvato il risultato prima che iniziasse la rimonta.

Nonostante il successo finale, non sono mancate le note dolenti e le bocciature pesanti per alcuni elementi della formazione di Chivu. Piotr Zielinski è stato indicato come il peggiore in campo con un severo 4.5, penalizzato da un errore grossolano in fase di copertura in occasione del secondo gol avversario. Anche Federico Dimarco ha vissuto una serata complicata, ricevendo un 5 a causa di un'ingenuità difensiva che ha richiamato alla mente alcuni suoi vecchi limiti tattici. A centrocampo, Nicolò Barella ha strappato una sufficienza risicata, faticando oltremodo a trovare spazi contro il denso schieramento preparato da Cesc Fabregas, mentre Marcus Thuram ha meritato un 6.5 per il grande lavoro di sacrificio e la fisicità messa al servizio dei compagni.

Sul fronte lariano, resta l'amaro in bocca per una qualificazione sfumata proprio a un passo dal traguardo dopo una prestazione di altissimo livello. Cesc Fabregas ha ricevuto un 7 per l'impostazione tattica quasi perfetta, esaltata dalle giocate di Baturina (7.5) e Nico Paz (7), costantemente pericolosi tra le linee nerazzurre. La difesa del Como, guidata da un solido Van der Brempt (6), è però crollata sotto la pressione finale dell'Inter, con Perrone (5) apparso in netta difficoltà nel contenere l'ondata d'urto dei padroni di casa. Questa vittoria proietta l'Inter verso l'ultimo atto della competizione nazionale, confermando la bontà delle scelte di Chivu, valutato con un 7.5 per la capacità di leggere la partita e cambiare l'inerzia del match attraverso sostituzioni coraggiose.