La sfida di San Siro tra Inter e Como, terminata con un pirotecnico tre a due a favore dei nerazzurri, ha visto come protagonista silenzioso ma estremamente efficace l'arbitro Sozza, autore di una prestazione solida e convincente. Nonostante una stagione non sempre esaltante dal punto di vista dei voti, il fischietto di Seregno ha saputo gestire il match con una soglia del fallo estremamente alta, fischiando appena undici interruzioni totali in novanta minuti di gioco. Questa scelta metodologica ha permesso alle due squadre di affrontarsi a viso aperto, mantenendo un ritmo elevato che ha giovato allo spettacolo complessivo e alla fluidità della manovra. La gestione disciplinare è stata altrettanto equilibrata e ferma, con l'unico cartellino giallo della serata estratto solamente al novantaquattresimo minuto, a testimonianza di una partita combattuta ma corretta, accettata senza eccessive proteste dai ventidue in campo.

Uno degli episodi più discussi si è verificato nel corso del primo tempo, quando il punteggio era ancora fermo sullo zero a zero e la tensione agonistica iniziava a salire. In un corpo a corpo ravvicinato all'interno dell'area di rigore nerazzurra tra l'attaccante lariano Douvikas e il difensore Acerbi, il contatto era apparso inizialmente sospetto per una possibile trattenuta del centrale di Inzaghi. Tuttavia, le immagini provenienti dalla prospettiva posizionata dietro la porta hanno chiarito definitivamente la dinamica: se da un lato Acerbi sembrava trattenere l'avversario, dall'altro lo stesso Douvikas stava vistosamente afferrando il pantaloncino del difensore interista. La decisione di lasciar proseguire il gioco è stata dunque ineccepibile, poiché si è trattato di una reciproca scorrettezza che non meritava la concessione della massima punizione. Anche le proteste di Nicolò Barella per un presunto tocco di mano di Perrone sono state prontamente messe a tacere: il pallone filtrante del centrocampista sardo ha impattato chiaramente sul ginocchio destro del difensore, con il braccio di quest'ultimo che rimaneva aderente al corpo in posizione naturale.

Per quanto riguarda la regolarità delle reti segnate, l'analisi della moviola conferma la bontà delle scelte arbitrali in ogni occasione cruciale della gara. In occasione del raddoppio del Como, l'azione orchestrata da Nico Paz per Da Cunha è stata giudicata regolare nonostante la posizione avanzata dell'autore del gol rispetto a Zielinski al momento del passaggio. A sanare la situazione è stato ancora una volta Acerbi, che con il suo posizionamento ha tenuto in gioco l'attaccante ospite, rendendo vana la trappola del fuorigioco tentata dalla retroguardia di casa. Anche la rete che ha riaperto i giochi per l'Inter, firmata da Hakan Calhanoglu per l'uno a due, non ha presentato irregolarità tecniche: sebbene Bonny si trovasse a terra al centro dell'area in una posizione di fuorigioco cosiddetto geografico, la sua presenza non ha in alcun modo interferito con la visuale o l'intervento del portiere Butez, rendendo il gol assolutamente valido secondo il regolamento vigente.

La rimonta dell'Inter si è poi completata con il gol del pareggio, ancora una volta siglato dal centrocampista turco Calhanoglu su un preciso suggerimento di Sucic. In questa circostanza, la posizione del numero venti nerazzurro era perfettamente regolare, poiché il suo inserimento è avvenuto partendo da dietro la linea difensiva del Como al momento del cross decisivo. Al monitor del VAR, l'esperto Doveri ha supervisionato le operazioni con la consueta precisione, confermando la sua centralità nel sistema arbitrale italiano dopo un vero tour de force che lo ha visto impegnato in diverse vesti tra Lissone e il campo negli ultimi giorni. Questa vittoria sofferta permette alla squadra di Simone Inzaghi di proseguire la propria rincorsa ai vertici della classifica, mentre il Como di Cesc Fabregas esce dal Meazza a testa alta, consapevole di aver messo in seria difficoltà i campioni d'Italia grazie a una manovra fluida e coraggiosa che ha reso il lavoro di Sozza impegnativo ma gratificante.