Quello che doveva essere un momento di gloria per il calcio inglese si è trasformato in un clamoroso risveglio dalle illusioni. Negli ultimi due giorni, le big della Premier League hanno collezionato risultati deludenti negli ottavi di finale della Champions League, mettendo in discussione la narrativa che le circonda.

Anche se sembra un copione già visto, il passo falso di Manchester City ricalca quello del Tottenham. I Citizens incassano una sonora batosta dal Real Madrid, con Federico Valverde assoluto protagonista con una tripletta nel primo tempo che regala ai blancos un vantaggio di 3-0 in vista della sfida di ritorno. Ancor peggio, il Tottenham subisce un umiliante 5-2 dall'Atletico Madrid nel derby della capitale spagnola.

Non è finita qui. Chelsea crolla in casa del Paris Saint-Germain (campione in carica) con lo stesso passivo del Tottenham: 5-2. Liverpool non va oltre il pareggio negativo contro il Galatasaray, sconfitto 1-0. Anche le speranze di Arsenal e Newcastle rimangono appese a un filo: entrambe pareggiano 2-2 rispettivamente con il Bayer Leverkusen e il Barcellona, con i Gunners costretti a una rimonta clamorosa grazie a un rigore di Kai Havertz all'ultimo minuto.

Secondo gli analisti di BBC Sport, la situazione è particolarmente grave per i club che devono rimontare deficit di tre gol: Manchester City, Chelsea e Tottenham hanno margini di errore praticamente inesistenti. Solo Arsenal e Liverpool mantengono qualche spiraglio di speranza per proseguire nella competizione. Non accadeva dal 2022-23 che tutte le squadre inglesi impegnate negli ottavi fallissero nella gara d'andata.

La delusione è ancora più amara considerando che la Premier League aveva piazzato ben sei squadre agli ottavi di finale, una testimonianza della sua forza nel sorteggio. Eppure i risultati sul campo raccontano una storia ben diversa: quello che doveva essere il sigillo sulla supremazia del calcio inglese si è rivelato una doccia fredda. La maratona della stagione inglese, con i suoi ritmi intensi e logoranti, sembra aver lasciato le tracce sui club una volta arrivati ad affrontare gli avversari europei di alto livello.